Giovanni Pascoli: Biografia ben realizzata del Pascoli. (file.doc, 2 pag) ( formato doc)

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GIOVANNI PASCOLI GIOVANNI PASCOLI Poeta italiano (San Mauro di Romagna, od. San Mauro Pascoli, Forlì, 1855 - Bologna 1912). Figlio quartogenito di Ruggero, fattore della tenuta della Torre, di proprietà dei principi Torlonia, dopo avere trascorso l'infanzia nella casa paterna, nel 1862 venne collocato a Urbino nel collegio Raffaello tenuto dagli scolopi. Il 10 agosto 1867 il padre, mentre tornava dal mercato di Cesena, rimase ucciso da una fucilata sparata a bruciapelo da un ignoto, e fu quello il primo di una lunga serie di lutti che funestarono l'adolescenza del poeta. Lasciata la tenuta della Torre, la famiglia si stabilì a San Mauro, e nel volgere di un anno morirono la sorella Margherita e la madre, e nel 1871 il fratello Luigi. Giovanni stette ancora nel collegio di Urbino sino al 1871; frequentò la seconda liceale a Rimini e la terza a Firenze, conseguendo la maturità classica a Cesena. Essendosi classificato primo tra i concorrenti a sei borse di studio messe a bando dall'università di Bologna (tra i professori che lo esaminarono c'era il Carducci, e il Pascoli narrò poi quell'incontro memorabile nella prosa Ricordi di un vecchio scolaro), poté iscriversi ai corsi di lettere. Moriva di lì a poco il fratello maggiore Giacomo che, molto confidando nel suo ingegno, lo aveva aiutato. Il poeta, che in quegli anni strinse amicizia con Andrea Costa e aderì al socialismo, tanto s'infervorò dell'azione rivoluzionaria da venire incarcerato (7 settembre - 22 dicembre 1879). Quando uscì di prigione la sua passione politica si era di molto affievolita e, anche per esortazione del Carducci, tornò agli studi e conseguì la laurea nel 1882. Cominciò allora la sua carriera di professore liceale di latino e greco: a Matera prima, quindi a Massa dove ricostituì la famiglia ricongiungendosi con le sorelle Ida e Maria, la prima delle quali di lì a poco si sposò, mentre l'altra gli restò sempre vicina, affettuosa ma anche troppo gelosa custode della sua intimità. Dal 1887 al 1895 insegnò nel liceo di Livorno, e nel 1895 si sistemò nella casa di Castelvecchio di Barga, presso Lucca, che non molto dopo poté acquistare e che fu poi sempre il suo porto di pace. In quegli anni malinconici e sereni, assorbiti da un lavoro talvolta eccessivo, maturò la maggior parte delle liriche raccolte in Myricae delle quali solo poche sono anteriori al 1886: Il maniero e Rio Salto del 1877, Romagna del 1880. Pubblicate nel 1891, Myricae segnarono l'inizio della sua fortuna di scrittore; in quello stesso anno il Pascoli riportò il primo successo di poeta in latino aggiudicandosi la medaglia d'oro al concorso di Amsterdam con il poemetto Veianus. Nel 1895 passò dall'insegnamento liceale a quello universitario tenendo per due anni l'incarico di grammatica greca e latina a Bologna; dal 1897 al 1902 fu poi nominato titolare di letteratura latina all'università di Messina; dal 1903 al 1905 tenne a Pisa la cattedra di grammatica greca e latina, che lasciò per succedere al Carducci nell' Continua »

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