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Breve riassunto sull'attività del letterato e sul poema epico la "Gerusalemme liberata". (2 pg - formato word) ( formato doc)

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La formazione del Tasso avvenne presso la corte e successivamente nella vita La formazione del Tasso avvenne presso la corte e successivamente nella vita delle accademie. Egli, probabilmente, lavorò al poema epico sulla crociata per- chè la corte ferrarese era stata amante della letteratura cavalleresca. Egli guarda- va alla sua opera con inquietudine ed era tormentato dallo scrupolo di renderla aderente ai canoni letterari. Tasso incarna la figura del poeta cortigiano del `500. Egli è una persona ambivalente che da un lato celebra la corte e dall'altro vi prova un senso di avversione; egli sogna un mondo pastorale regolato solo dalla natura, come nel caso di Erminia. Il tema principale della Gerusalemme li- berata è la prima crociata per conquistare il Santo Sepolcro. Tasso parte dal pre- supposto che la poesia tratta del verisimile e per far ciò trae materia dalla sto- ria. Egli, però, riconosce che la poesia non deve essere separata dal diletto e quest'ultimo è assicurato dal meraviglioso cristiano, ossia gli interventi sopran- naturali di Dio. Il poema per il poeta deve essere vario ed uniforme e deve ave- re uno stile sublime che riguardi le cose più grandi. In questo modo Tasso pun- ta ad un fine didascalico e pedagogico nel quale il diletto è finalizzato al giova- mento morale del lettore. Nel Tasso è presente una volontà conformistica, infat- ti egli vuole dare il perfetto poema cristiano secondo i canoni controriformistici e anche il perfetto poema epico secondo le regole di Aristotele. Al tentativo di costruire un'opera che esalti il sacrificio degli eroi nel tentativo di raggiungere il loro santo fine si contrappone un'attrazione per il voluttuoso. Questa tipica am- bivalenza si verifica anche nella visione della guerra che passa da manifestazio- ne di forza ad una concezione più dolorosa. Contraddizioni analoghe si verifica- no nel campo religioso tra la religione celebrativa e quella più intima e sofferta. Alla religione fondata su verità date dalla teologia si contrappone un'attrazione per un mondo sovrannaturale e demoniaco. Queste ambivalenze si manifestano anche a livello formale infatti la struttura unitaria è sempre sul punto di disgregarsi a causa delle spinte che la percorrono. Questo bifrontismo investe anche lo scontro tra i cristiani ed i pagani, infatti non si tratta di uno scontro tra due religioni diverse, ma del conflitto tra due codici all'interno della stessa cultura, quella occidentale e quella cristiana. I pagani han- no una visione laica tipica del rinascimento, mentre i cristiani sono i celebratori delle regole della controriforma che vedeva una subordinazione alla religione. L'antagonista della religione cristiana non è un'altra religione, ma una negazione ad essa interna:l'errore. Sono presenti delle spinte che sviano gli eroi e su di lo- ro agisce la forza dei rappresentanti del codice cristiano. Nel poema è in atto quindi un triplice scontro:cielo contro inferno, cristiani contro pagani e il “capi- tan Continua »

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