Le opere giovanili e le Rime Le opere giovanili e le Rime Carattere di franca esercitazione, soprattutto linguistica e metrica, hanno due componimenti letterari attribuiti a Dante in forza dello stile, il Detto d'amore e il Fiore, nati nell'ambito dell'ideale lezione di Brunetto Latini. Il Detto, poemetto mutilo in distici di settenari a rima baciata, ?ielaborazione giovanile di una parte del Roman de la Rose. Pi?rdo, ben pi?igliato, di maggior respiro, il Fiore, "corona" di 232 sonetti, parafrasa e riassume con abilit?e parti narrative del Roman stesso, omettendone le digressioni dottrinali, ma non gli spunti polemici. La prima opera di incontestata paternit? di contenuto assolutamente originale ?a Vita nuova (ca. 1293), che raccoglie 31 liriche in una cornice di prosa, a celebrazione dell'amore del poeta per Beatrice, ed ?on solo il primo romanzo autobiografico della nostra letteratura, ma anche il manifesto della personalissima concezione che, pur entro lo stilnovo, Dante ebbe del l'amore e della poesia a esso ispirata. Narrando il primo e il secondo incontro con Beatrice, gli effetti miracolosi del suo saluto e la sofferenza per la perdita di esso, l'interiorizzarsi del proprio sentimento, il presentimento della morte dell'amata e l'angoscia per la sua scomparsa; rievocando la ricerca di conforto nell'amore di una "gentile donna" e l'interiore lotta che ne consegue, fino al vittorioso prevalere del pensiero di Beatrice e del proposito di dire di lei «quello che mai non fue detto d'alcuna», Dante pone le basi del futuro primo nucleo della Commedia. Nello stesso tempo supera i modi e i contenuti dello stilnovo, elaborando un suo proprio concetto d'amore, non pi?ltanto frutto di nobilt?pirituale e fonte di rinnovamento interiore, ma sentimento assoluto che trova in se stesso la propria ricompensa e apre all'uomo la conoscenza (analogica) del Divino, tramite la contemplazione della perfezione e della bellezza dell'amata. Per il carattere particolare che la Vita nuova assume nell'itinerario umano e poetico di Dante, vi ?ompresa solo una parte delle liriche composte nel decennio 1283-93. Nelle altre Rime (la produzione si conclude intorno al 1308), a un momento sicilianeggiante e guittoniano, improntato a un provenzalismo di maniera, succedono le testimonianze dell'adesione dantesca allo stilnovismo, prima generico e di scuola, poi scopertamente cavalcantiano, indi aderente ai moduli del grande maestro, il Guinizzelli. Di altri stimoli ?sempio la "tenzone" con Forese Donati (ca. 1293-96), realistica nelle forme e pungente nel contenuto: essa, cadute le ipotesi di apocrifit?rimane come prova di genere e di linguaggio, notevole in s? per la futura utilizzazione nella Commedia. Le contemporanee canzoni allegoriche e dottrinali (tra cui le tre poi commentate nel Convivio), pur movendo ancora dalla tematica stilnovistica e guinizzelliana (con ascendenze guittoniane), mostrano un nuovo Dante, fatto poeta di virt?di scienza, mentre nelle rime ricche ed e Continua »