Canto notturno di un pastore errante dell'Asia: Parafrasi della famosa poesia di Leopardi. (formato txt) ( formato txt)

VOTO: 3 Appunto inviato da alepa

CANTO NOTTURNO di G. Leopardi PRESENTAZIONE: Fu composto a Recanati fra il 22 Ottobre e il 2 Aprile del 1830. Lidea del canto fu suggerita al poeta dalla letteratura di un passo di un articolo riportato sul "Journal des Souvants", e tradotto nello Zibaldone il 3 ottobre del 1828. Tra le altre cose si legge che "alcuni pastori nomadi dellAsia Centrale sono soliti trascorrere le notti allaperto e seduti su una pietra rivolgono delle parole malinconiche alla Luna". Larticolo era firmato dal barone di Meyendorf, il quale nel 1820 aveva fatto un viaggio da Orenbourg a Bakara. Ma questa lettura doveva essere soltanto lidea occasionale per la composizione del canto, perché la notizia già di per se suggerita, dei pastori che intonano spontaneamente canti malinconici alla luna, veniva a coincidere con convinzioni più profonde ormai radicate nellanima di G. Leopardi. Egli, qualche anno prima aveva fatto proprie le concezioni estetiche di Gian Battista Vico, secondo le quali la poesia lirica è nata quando i popoli erano ancora fanciulli e non appesantiti dalla cultura sofisticata dalla civiltà .Il canto, composto di sei strofe di varia lunghezza, presenta una disposizione metrica di endecasillabi e di settenari. Ciascuna strofa si conclude con una parola che termina in "ale" e che fa rima con uno dei versi precedenti. Il linguaggio, a differenza che in altri canti, è quasi spoglio, sobrio, a volte sembra essere anche modesto, a causa di una forte impronta polemica. TRADUZIONE LETTERALE E COMMENTO: (Il poeta affascinato, come si disse sopra dalla lettura del brano di Meyendorf e delle concezioni di Vico che assegnavano alla poesia lirica lorigine tra i popoli primitivi, Leopardi affida ora a un pastore il compito di esporre le proprie concezioni intorno alla vita. Come mai affida a un rozzo e incolto pastore un compito così difficile e gravoso . Perché il pastore esemplifica mirabilmente le sue concezioni ed è, inoltre, estraneo alla complessa epopea della ragioni. Egli, è dunque unanima semplice che pone delle domande altrettanto semplici e spontanee alla luna, essere irrazionale. Si tratta di un dialogo tale solo allapparenza, perché nella sostanza è un monologo. Pertanto il pastore, che può fare solamente domande, non è in grado di esporre alcuna risposta, perché a lui sfuggono le ragioni ultime intorno allesistenza). Che fai tu luna in ciel! Dimmi che fai o luna amica del silenzio Spunti la sera e vai illuminando i deserti, quindi tramonti non sei ancora soddisfatta di ripercorrere gli eterni sentieri del cielo'. Non provi affatto noia, sei ancora desiderosa di contemplare la luna La vita del pastore è simile alla tua vita . Si alza alle prime luci dellalba e spinge il gregge oltre il suo campo, per vedere altri greggi, altre fontane, altri prati; infine stanco si ripone il sopraggiungere della sua: non spera di vedere mai cose diverse (monotonia). Dimmi o luna, che significato ha la vita del pastore, e la vostra vita per voi Dimmi: dove è destinato qu Continua »

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