Descrizioni paesagistiche ne I Promessi Sposi: Analisi delle descrizioni di paesaggio contenute nel romanzo "I promessi sposi" e relativi commenti. (4 pag - formato word) ( formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da alepa

Untitled Analisi dei delle descrizioni di paesaggio contenute nel romanzo “I Promessi Sposi” e dei relativi commenti Nel romanzo possiamo individuare sei descrizioni di paesaggi: Capitolo I: apertura della vicenda sul lago di Como. Capitolo IV: il paesaggio desolato sotto gli occhi di fra Cristoforo. Capitolo V: Il palazzo di don Rodrigo. Capitolo VI: la casa di Tonio. Capitolo VIII: Don Abbondio lancia l'allarme nella Notte degli imbrogli e il paese scende in piazza. Capitolo VIII: la scena dell'Addio dal paese. Capitolo I Apertura del romanzo sulla scena in cui inizia la vicenda “Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti…” L'infelicità dell'apertura del romanzo si riduce al ritmo un po' pesante e solenne delle primissime linee: ben presto si riconosce in questa descrizione lo stile riposato, attento, un po' minuto che già si era notato nell'Introduzione. Ma questa topografia della scena dei Promessi Sposi ha un andamento lento come non si troverà in nessun'altra parte del libro. Come inizio di romanzo può sembrare poco attraente; eppure c'è in esso una doppia giustificazione: la famigliarità affettuosa dello scrittore che, per aver passato tanto tempo in quei luoghi, vi vedeva tanta parte di sé; e, dietro alla sua, la famigliarità abitudinaria di don Abbondio che, fino a questo fatale 7 novembre, aveva sempre posato pacatamente lo sguardo su ogni angolo di quel paesaggio nella sua passeggiata serale. Queste pagine sono già l'ultima pagina serena della vita di don Abbondio, in un romanzo tutto turbamenti e mutamenti. La costruzione del periodo è notevole per la distribuzione armonica delle singole parti ricongiungendo chiaramente la fine (“in nuovi golfi e nuovi seni”) all'inizio (“tutto a seni e a golfi”) e lascia l'impressione di un motivo pittorico musicalmente compiuto. Descrizione della passeggiata abitudinaria di don Abbondio, subito dopo la descrizione del paesaggio “…dopo la voltata, la strada correva dritta, forse una sessantina di passi, poi si divideva in due viottole, a foggia d'un ipsilon…” Qui la descrizione della passeggiata si ferma in un'attentissima descrizione topografica prima, ritrattistica poi. La sosta ha una sua ragione poetica: questo è lo scenario dell'avvenimento capitale della vita di don Abbondio, che gli rimarrà nella mente per sempre. Capitolo IV Apertura del capitolo con l'immagine di carestia tanto frequente a quei tempi: comunica immediatamente l'animo triste del frate che osserva la scena “…Il cielo era tutto sereno: di mano in mano che il sole si alzava dietro al monte, si vedeva la sua luce scendere giù per i pendii…La scena era lieta; ma ogni figura d'uomo che vi apparisse, rattristava lo sguardo e il pensiero…” La descrizione di questo mattino d'autunno ha l'andamento di un'osservazione oggettiva, di una fedele pittura. Il Manzoni non mira ad al Continua »

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