La Divina Provvidenza nei Promessi sposi di Manzoni

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Appunto essenziale sul ruolo della Divina Provvidenza ne "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni (2 pagine formato doc)

LA DIVINA PROVVIDENZA NEI PROMESSI SPOSI DI MANZONI

La Divina Provvidenza nei Promessi Sposi. La Divina Provvidenza è, senza dubbio, trai maggiori protagonisti del romanzo "I Promessi Sposi". Vari sono gli avvenimenti che la rendono presente, eccone alcuni più importanti: Lucia nella mente di Renzo e Don Rodrigo, Ludovico e la folla, la notte dei balletti e il tentativo di rapimento, Renzo a Milano, Renzo e Lucia sfuggono alla peste. A mio parere, la Divina Provvidenza è un metodo utilizzato dal Manzoni per appagare "l'intensa fede " dei protagonisti, in particolare Lucia. Con ciò si vuol far notare che la "religione" (quella non corrotta) è l'unica via di salvezza del '600, poiché è universale. L'esaltazione dei temi religiosi ha il suo apice in Lucia che, talvolta, costituisce l'elemento provvidenziale nei pensieri altrui. Renzo trova in lei l'equilibrio morale, l'Innominato e Don Rodrigo sono attratti da ciò che non riescono ad essere, ed "invidiosi" di tanta innocenza. 

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DIVINA PROVVIDENZA: SIGNIFICATO

Ad esempio. Nella parte iniziale del romanzo, Renzo, ancora adirato per "l'incontro - scontro" con don Abbondio, sta ponderando vendetta contro Don Rodrigo, quando gli appare Lucia: "…E Lucia? - Appena questa parola si fu gettata a traverso di quelle bieche fantasie, i migliori pensieri a cui era avvezza la mente di Renzo, v'entrarono in folla." Per quanto riguarda, invece, Lucia e l'Innominato, ha, addirittura, una totale conversione: ben interpretata dal Manzoni, ha un ruolo fondamentale per il proseguimento del romanzo. L'autore, infatti, analizza, tutti i vari passaggi psicologici del personaggio: il contrasto interiore, l'incontro con la fede (Lucia), la decisione della conversione.

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COS'E' LA DIVINA PROVVIDENZA

Le preghiere di Lucia appaiono come l'elemento di maggior rilievo per la scelta trai due animi divergenti. "Dio perdona tante cose per un'opera di misericordia", è la frase che sconvolge l'Innominato: " S'alzo in furia a sedere, gettò in furia le mani alla parete accanto al letto, afferrò una pistola, la staccò e…al momento di finire una vita divenuta insopportabile, il suo pensiero sorpreso da un terrore, da un'inquietudine, per così dire superstite, si slanciò nel tempo che pure continuerebbe a scorrere dopo la sua fine…". Altro episodio in cui si rilevi la presenza di tale fenomeno è l'aiuto della folla per Ludovico: egli, infatti, vendicatosi del fedele amico ( Cristoforo, da cui prenderà il nome ), riesce a sfuggire alla giustizia dileguandosi tra la moltitudine di persone accorse. Il rimorso di coscienza per "quell'azione" diviene il tormento di tutta la propria vita. Tuttavia, la fede religiosa ha la meglio e la sua scelta di farsi frate si rivela un successo.