Untitled L'ESPRESSIONISMO ________________________________ Il termine "espressionismo" è entrato ormai nell'uso comune della critica d'arte in relazione a quelle opere che intendono "esprimere" fortemente il sentimento individuale dell'artista, piuttosto che rappresentare oggettivamente la realtà, deformando coscientemente quest'ultima affinché risulti evidente che ciò che noi vediamo nella tela non è la riproduzione di un oggetto così come appare, ma come lo sente l'autore che proietta in esso la propria vita interiore. "Espressionismo", insomma, è qualcosa di diverso da "espressione". Se è vero che ogni artista "esprime" i propri sentimenti, è solo l'espressionista che costringe lo spettatore a vivere questi sentimenti con immediatezza, che lo coinvolge, lo emoziona, provocando in lui reazioni psicologiche violente. Questa tendenza, in realtà, è rintracciabile quasi in ogni tempo e in ogni paese: per citare solo qualche esempio possono essere definite espressioniste alcune manifestazioni artistiche orientali, alcune opere dell'Europa medievale, i dipinti d'artisti come El Greco e Mathias Grunewald. Il termine "espressionismo" è oggi utilizzato per indicare un movimento artistico specifico, sviluppatosi in Europa a partire dai primi anni del XX secolo, profondamente radicato nella realtà politica e sociale e influenzato dall'opera di Van Gogh, Paul Gauguin e Edvard Munch, che per esprimere emozioni intense utilizzavano colori violenti e linee esasperate. L'espressionismo artistico ebbe un parallelo nel contemporaneo sviluppo della musica espressionista, del cinema, e della letteratura espressionista. Il concetto di arte = espressione, tuttavia, nasce solo quando si scinde l'attività artistica, come frutto della sensibilità, da quella scientifico - filosofica, come frutto della ragione, ossia dell'estetica illuministica prima e, successivamente, con il romanticismo. Storicamente, dunque, il termine "espressionismo" trova la sua applicazione più esatta soltanto per quegli artisti che, a partire dagli inizi del 900, sostengono l'assoluta priorità dell'espressione del sentimento individuale sull'imitazione della natura. L'espressionismo si oppone perciò ad ogni forma di naturalismo. Anzi il nome stesso è polemico nei confronti dell'impressionismo, l'uno indicando la proiezione di sentimenti dall'interno verso l'esterno (ex-primere), l'altro la ricezione dell'esterno nell'interno (im-primere). Si sente parlare per la prima volta di "espressionismo" in Germania nel 1911, in una rivista non a caso intitolata "Sturm" ("Tempesta", quasi una ripresa dello Sturm und Drang) e, fino l'anno successivo, acquista il significato che ho cercato di spiegare. In tal senso si applica principalmente ai pittori tedeschi dei primi decenni del secolo e, in senso lato, a tutti quegli artisti (a qualunque ambiente culturale appartengano) che abbiano come scopo il superamento della resa oggettività della realtà esterna. Il quadro di James Ensor, L'ingresso di Cristo a Bru Continua »