Poetica E Opere Di Carducci - Appunti di Letteratura gratis Studenti.it
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Le opere di Carducci e lo stile poetico-letterario. "Carducci appartiene al filone della reazione antiromantica: il circolo bolognese degli Amici Pedanti di cui Carducci era un importante esponente sosteneva che il Romanticismo doveva essere ritenuto una ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da giuligiuli

GIOSUÈ CARDUCCI Giosuè Carducci Carducci appartiene al filone della reazione antiromantica: il circolo bolognese degli Amici Pedanti di cui Carducci era un importante esponente sosteneva che il Romanticismo doveva essere ritenuto una “poetica forastiera”, estranea, cioè, alla nostra tradizione. Le sue simpatie letterarie vanno, dunque, alla nostra tradizione classicheggiante e a quella cultura europea che si mostrava più sensibile ai problemi sociali (v. Victor Hugo o i tedeschi Heine e Von Platen). Ricordiamo che Carducci non ebbe una grande cultura a livello europeo perché conosceva solo il francese e non aveva, quindi, modo di venire in contatto con le opere scritte in altre lingue. Teniamo presente che Carducci si oppone a quella che viene definita l' ”Arcadia romantica”, cioè a una poetica lacrimevole e languida, che ha ormai poco in comune con i princìpi fondatori del Romanticismo. Alle storie piene di sospiri e di lacrime (novella sentimentale in versi) Carducci contrappone una poetica nutrita di problemi reali, quali erano quelli politici (visto che ancora si doveva completare l'unità d'Italia) o quelli sociali come la miseria dei ceti subalterni. A quest'ultimo tema egli è particolarmente sensibile, tanto che le due prime raccolte, “Juvenilia” e “Levia Gravia”, che pure sono povere di novità poetiche, si segnalano proprio per i numerosi componimenti dedicati al tema della povertà e dello sfruttamento. All'esigenza di una poesia realistica si collega, altresì, il “sogno storico” carducciano , ovvero il frequente recupero di vicende della nostra storia passata (Età romana, Medioevo, Repubbliche marinare): la virtù del passato, secondo Carducci, deve fungere da stimolo per i governanti dell'Italia del tempo, che, nella loro viltà, sono incapaci di risolvere i gravi problemi politico-sociali dell'Italia appena formata. Alla robustezza dei contenuti deve accompagnarsi l'estrema cura formale: questo costituisce una differenza tra Carducci e gli scapigliati, che puntavano esclusivamente sui contenuti, trascurando la forma). Per Carducci, il poeta deve modellare i suoi versi uno a uno, e dunque deve essere in possesso di una piena perizia tecnico-retorica. Questa scelta stilistica lo avvicina al coevo movimento francese dei Parnassiani (da Parnaso, il monte delle Muse), dove anche Baudelaire mosse i suoi primi passi di poeta. Secondo i Parnassiani, ogni verso è una piccola opera d'arte e deve essere scolpito con l'eleganza del bassorilievo. Dopo le citate raccolte giovanili e l' ”Inno a Satana”, in cui il poeta celebra Satana come simbolo del progresso, contrapposto all'immobilismo del mondo clericale, la prima opera carducciana di rilievo fu “Giambi ed Epòdi”, del 1869, che già nel titolo richiama la volontà di fare una poesia polemica e d'attacco (si pensi ai giambi carichi di polemica scritti da Orazio e da Archiloco). Questa raccolta contiene numerose lirich Continua »

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