POSITIVISMO, REALISMO, NATURALISMO, VERISMO: Schema delle tre correnti letterarie. Autori, opere, filosofia. (5 pg - formato word) ( formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da greta

(Una nuova mentalità) La parabola creativa della cultura romantico-idealistica volse al tramonto attorno agli anni '40-'50, progressivamente sostituita dalla cultura positivista che recuperò gli aspetti progressisti del pensiero illuminista del Settecent POSITIVISMO, REALISMO, NATURALISMO, VERISMO La parabola creativa della cultura romantico-idealistica volse al tramonto attorno agli anni '40-'50, progressivamente sostituita dalla cultura positivista che recuperò gli aspetti progressisti del pensiero illuminista del Settecento, quali la fede nella ragione e nella natura umana, e li riciclò alla luce delle imponenti scoperte scientifiche del secondo Ottocento e della nuova realtà storica. Questo profondo cambiamento della cultura, dagli anni Cinquanta in poi, avven­ne sotto la spinta di due grandi fenomeni: l'uno fu l'ascesa vertiginosa della borghesia liberale, con la sua ottimistica fiducia nel progresso e con il suo bisogno di instaurare un nuovo assetto sociale, politico, economico; l'altro fu l'affermarsi della scienza che aprì grandiosi orizzonti allo sviluppo e alla pos­sibilità dell'uomo di dominare la natura, di vincere le malattie e la fame. Il pro­gresso materiale e il benessere apparvero allora prospettive possibili, se collegate allo sviluppo della scienza e ai suoi metodi di conoscenza. E quell'insieme di esperienze, filosofiche e più generalmente culturali, che in quegli anni si richiamò alla realtà materiale e ai metodi e alle conquiste della scienza, fu il Positivismo: non dunque solo una filosofia, ma un modo di pensare generalizzato, una mentalità scientifica che permeò le strutture mentali e concettuali di un'epoca. Il Positivismo fu il rifiuto di ogni ideale astratto, di ogni retorica, di ogni elemento metafisico, di ogni forma di attività e di pensiero che non si richiamasse alla scienza e ad una immediata «utilità» sociale. All'esaltazione degli ideali e delle grandi utopie che avevano permeato la mentalità romantica, subentrò nel secondo Ottocento l'esigenza del reale, del dato di fatto, del positivo. Questa la dimensione progressista della nuova cultura, che, invece, mostrò i suoi limiti là dove ai vecchi schemi ne sostituì dei nuovi non meno astratti e, soprattutto, là dove si trasformò in ideologia per l'egemonia borghese. Sul piano strettamente filosofico, il Positivismo fu una teoria della conoscenza della realtà, che, utilizzando i metodi della scienza, li applicò poi all'uomo e al suo mondo spirituale, favorendo la nascita di nuove discipline quali la psicologia, la biologia e l'antropologia, e li applicò alla società, favorendo la nascita della sociologia. La filosofia del Positivismo, dun­que, esalta a dismisura la scienza, vera religione dei tempi moderni, con una fiducia nella liberazione dell'uomo da tutti i suoi mali, nella sua infinita possi­bilità dì progredire e migliorare. In effetti, la seconda metà dell'Ottocento è un trionfo della scienza e della tecnica che alla fine del secolo assumerà un ritmo ancor Continua »

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