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I Promessi Sposi - capitolo 1 - riassunto e commento: I Promessi Sposi. Riassunto e commento del capitolo 1.(word, 2 pagina/e) ( formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da

Daniele Biasci domenica 3 novembre 1996 Daniele Biasci domenica 3 novembre 1996 I promessi sposi di Alessandro Manzoni 1) Riassumi brevemente il primo capitolo. “Quel ramo del lago di Como...” il romanzo si apre con una bellissima descrizione dei luoghi in cui si ambientano le primi fasi della storia. L'autore ci offre una descrizione del lago, dei monti, del fiume Adda, della città di Lecco e dei paesini circostanti come se li vedesse dall'alto, in una ipotetica ripresa aerea. All'idillio del paesaggio si contrappone però ben presto la dura situazione delle regioni sottomesse alla dominazione spagnola, in un excursus sulla presenza, a Lecco, di una guarnigione di soldati spagnoli, dei quali l'autore ci presenta, con la sua solita sottile ironia, il comportamento vessatorio nei confronti della popolazione. La dolcezza con la quale viene descritto il paesaggio iniziale e con la quale il Manzoni descrive anche le violenze dei soldati (“...sul finir dell'estate, non mancavan mai di spandersi nelle vigne, per diradar l'uve, e alleggerire a' contadini le fatiche della vendemmia.”) stride, e crea un curioso effetto di ironica drammaticità. La descrizione del paesaggio riprende, ma questa volta il punto d'osservazione non è più aereo, ma si trova sulle pendici dei monti circostanti, dove, per una delle innumerevoli stradine di campagna, sta passeggiando Don Abbondio. La passeggiata di Don Abbondio prosegue tranquilla per un certo periodo di tempo, durante il quale l'autore ci fornisce già implicitamente un primo quadro psicologico del personaggio, deducibile dal suo modo di camminare, dagli avverbi che lo accompagnano (oziosamente, tranquillamente) e dall'emblematico gesto di scansare con il piede i ciottoli che gli si parano davanti, metafora del suo abitudinario e tranquillo modo di vita. Ad un certo punto, la passeggiata del curato deve interrompersi di botto, per lasciare spazio all'episodio fondamentale che è all'origine della storia. Don Abbondio, arrivato a un bivio della strada, incontra due bravi che intendono parlargli. In questo caso, tanto il bivio, tanto l'assenza di strade laterali che permettano al curato di aggirare i due loschi figuri, sono due figure emblematiche che rappresentano sia la svolta che il colloquio con quelli porterà nella vita di Don Abbondio, sia l'insorgere di un problema apparentemente insormontabile, dal quale scaturiranno tutti gli eventi successivi (ossia Renzo e Lucia vogliono sposarsi ma Don Rodrigo è fermamente deciso a impedirlo). L'autore si sofferma sull'aspetto e l'abbigliamento dei bravi e cita le moltissime “gride”, ovvero disposizioni legali, emanate dai diversi governanti di Milano nel corso degli anni, al fine di estirpare il fenomeno della clientela dei bravi al servizio dei vari signorotti locali, commentandone ironicamente tra le righe, l'assoluta inefficacia. Come Don Abbondio si accorge che i due bravi aspettano proprio lui e che non ha scampo, si avvicina loro f Continua »

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