letteratura/il romanzo fra 800 e 900 Il romanzo fra Ottocento e Novecento (a cura di Enzo Arnone) La finalità di questa lezione è di delineare e documentare il quadro della cultura decadente, non in modo diretto, ma toccando solo quegli aspetti della narrativa della prima parte del '900 che esprimono un mutamento delle forme tradizionali del romanzo. La tesi che si intende sostenere è che alla dissoluzione della struttura tradizionale del romanzo corrisponde una mutata coscienza di sé da parte dell'artista, del significato del mondo e del significato dell'esistenza. Tale questione, per quel che riguarda il romanzo, presenta dei caratteri singolari, abbastanza autonomi, quasi fosse una letteratura all'interno della letteratura. C'è da dire che il genere letterario del romanzo è un genere con cui normalmente si instaura un rapporto di consumo: si legge un romanzo, si cerca di capire cosa dice ma difficilmente si istituisce un lavoro di esegesi, di inquadramento in un orizzonte culturale più ampio. Si procederà ad una sorta di excursus rapido, per flash, cercando di sollecitare la curiosità e offrendo alcuni elementi che permettano di inserire alcune voci dentro il contesto che già si conosce di questa stagione della cultura letteraria europea. I caratteri del romanzo tradizionale Per comprendere l'avvenuta modificazione della struttura narrativa, che è anche modificazione del rapporto che l'artista ha istituito con la realtà, si devono individuare i caratteri del romanzo tradizionale. Il romanzo è un genere letterario che si diffonde in maniera particolare nell'Ottocento. È l'espressione di una posizione, di un rapporto dell'artista di fronte al mondo, teso a spiegarne il significato e la struttura. Per esempio, la lettura de I promessi sposi provoca nel lettore una presa di coscienza di come sia costituito il mondo, di quale sia il centro del rapporti umani, di quale sia il significato dell'esistenza e della storia. Al termine della vicenda, i due promessi ormai sposi, dialogano tra di loro e, ripensando a tutte le circostanze in cui si sono trovati invischiati, spremono il sugo della storia. Quindi il romanzo manzoniano si costituisce attorno ad una precisa definizione della realtà, espressa esaurientemente, anche se il significato eccede sempre l'opera d'arte. Comunque questa definizione della realtà è esaurientemente espressa dalla struttura e dallo svolgimento di tutto il romanzo. Ciò vale per il genere particolare di romanzo ottocentesco che è il cosiddetto romanzo borghese come quello di Balzac, per esempio. Questo tipo di narrazione è l'espressione di un dominio della realtà. L'autore intrattiene, con la materia di cui parla, un rapporto consapevole delle strutture del mondo, del ruolo degli eventi e ne offre la sua personale e particolare interpretazione. In questo senso il protagonista per eccellenza del romanzo borghese è il romanziere che dimostra di possedere il senso del mondo di cui parla, non importa quale esso sia e se contrassegn Continua »