Il sabato del villaggio di Leopardi: analisi del testo: Analisi del testo de "Il sabato del villaggio" di Giacomo Leopardi ( formato doc)

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Il sabato del villaggio di Leopardi: analisi del testo - Il sabato del villaggio Composto pochi giorni dopo “La quiete della tempesta”, questo canto venne pubblicato nell'edizione fiorentina dei Canti (1831). Anch'esso appartiene ai Grandi Idilli: è fuori d'ogni schema. Notevole l'uso ricorrente della rima al mezzo. Livello tematico: dapprima prende rilievo la realtà rivissuta nel ricordo: la fanciulla che viene dalla campagna, la vita del villaggio nell'irrequieta ansia del sabato sera, il falegname che si affanna a finire il lavoro, lo zappatore che torna fischiettando a casa. E, parallela, ma ben distinta, la riflessione amara sulla vanità delle speranze; ritorna il tema della giovinezza che si consuma in un arco troppo breve, tesa verso un domani che riserverà solo tristezza e noia. La lirica è divisa in quattro strofe: la strofa iniziale presenta dei personaggi tra i quali si cerano corrispondenze.

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Un esempio è costituito dalle figure della donzelletta e della vecchierella: entrambe sono indicate con un diminutivo; in entrambe si coglie il duplice riferimento al lavoro ed ai preparativi per il giorno di festa. Donzelletta Vecchierella suole (v. 5) solea (v. 14) ornare ella si appresta (v. 6) ella si ornava (v. 12) al dì di festa (v. 7) al dì della festa (v. 12) in sul calar del sole (v. 2) incontro là dove si perde il giorno (v. 10) Mentre la donzelletta è una giovane in attesa di una gioia futura per la quale si prepara, la vecchierella può solo ricordare i tempi felici. Nei vv. 16-23 si passa alla descrizione del paesaggio dal piano visivo a quello sonoro: il suono della campana, il vociare dei fanciulli, il fischio del contadino che torna a casa.

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Il paesaggio principale della seconda strofa è l'artigiano che nella sua bottega “s'affretta e s'adopra” per ultimare il suo lavoro prima dell'inizio del giorno festivo. Nella terza strofa il poeta ci dice che l'attesa della felicità sarà delusa e alla gioia del sabato seguirà la noia del giorno festivo, ingigantita dal pensiero della vita quotidiana a cui si ritornerà il giorno dopo. Nell'ultima strofa, che è rappresentata da un dialogo, il poeta si rivolge al garzoncello e spiega che come il sabato è il giorno più bello e piacevole, allo stesso modo l'adolescenza è migliore dell'età adulta. Il poeta non vuole predire al ragazzo il futuro che lo attende, ma lo esorta a non rammaricarsi se l'età adulta tarderà a giungere.

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