Tesina Su Cesare Pavese: Lavoro Di Lettarutara - Appunti di Letteratura gratis Studenti.it
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Tesina di Letteratura sul poeta Cesare Pavese. Preparata per l'esame di licenza media. Contiene la biografia, le opere e la poetica di Pavese (1 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastella Appunto inviato da emanuele91

Il periodo della seconda guerra mondiale, in Italia, è caratterizzato da numerosi scrittori e poeti fra i quali Cesare Pavese, che operò in particolare durante gli anni della Resistenza. Egli nacque a Cuneo nel 1908 e morì suicida a Torino nel 1950. Nato da una famiglia di origine contadina, studiò a Torino, dove si laureò e divenne specialista di letteratura angloamericana. Nel capoluogo piemontese si legò al gruppo degli intellettuali vicini alla casa editrice Einaudi e collaborò alla rivista "La Cultura", intorno alla quale si erano radunati molti antifascisti. In quegli stessi anni cominciò anche un'intensa attività di traduttore di scrittori inglesi e americani classici e contemporanei, quali Daniel Defoe, Charles Dickens ed Ernest Hemingway. Nel 1935, quando "La Cultura" venne chiusa, fu condannato al confino a Brancaleone Calabro, dove cominciò a tenere un diario, che sarebbe stato pubblicato con il titolo Il mestiere di vivere (1952). Nel 1936, tornato a Torino, riprese la sua attività di traduttore e saggista. Durante la guerra, dopo aver diretto per un breve periodo quello che rimaneva dell'Einaudi, si nascose (1943-1945) presso la sorella Maria, sulle colline del Monferrato. Da questa esperienza nacque uno dei libri migliori di Pavese, il romanzo La casa in collina (1948), incentrato sul dramma interiore e sull'isolamento dell'intellettuale che non trova il coraggio e la determinazione di partecipare direttamente all'esperienza della Resistenza partigiana. Pavese aveva esordito con la raccolta poetica Lavorare stanca (1936), caratterizzata dall'originale soluzione metrico-stilistica del verso lungo, molto vicino al ritmo della prosa narrativa. A questo volume seguì il romanzo Paesi tuoi (1941), con cui lo scrittore, fortemente influenzato dai modelli di narrativa nordamericana, rappresentava un mondo contadino tormentato e violento incomprensibile agli occhi del protagonista-narratore, un proletario in fuga dalla città. Dall'esperienza del confino derivano i racconti lunghi e politicamente impegnati Il carcere e La spiaggia (1941). Successivamente venne pubblicato I Dialoghi con Leucò (1947), un'originale rilettura psicoanalitica dei miti classici. Il fulcro della produzione pavesiana fu il suo ultimo romanzo, il La luna e i falò (1950), storia di un uomo che, dopo aver trascorso molti anni in America, torna al suo paese, alla difficile ricerca della propria identità culturale. Dopo aver ricevuto per questo romanzo il premio Strega, Pavese si tolse la vita sotto il peso di una depressione a lungo combattuta negli anni, cedendo a quello che aveva chiamato il "vizio assurdo". Dopo la sua morte venne pubblicata un'altra raccolta poetica, Verrà la morte e avrà i tuoi occhi (1951). Continua »

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