1 Introduzione L'intento primario di questo studio è mettere in luce i temi e i motivi ricorrenti nei lais anonimi, con il proposito di chiarire i rapporti che li legano da una parte alla letteratura cortese, cioè all'ambiente culturale a loro contemporaneo, dall'altra alla tradizione folklorica bretone. I lais intrecciano legami profondi con entrambe: essi recepiscono dalla cultura scritta importanti elementi caratterizzanti, e questo testimonia la provenienza dei loro autori da un ambiente sociale fine ed elevato; dalla tradizione orale ricevono invece, una serie di elementi di derivazione folklorica e “mitologica” che testimonia i rapporti, sicuramente strettissimi, degli stessi autori con la tradizione giullaresca e quindi, ancora una volta, i legami con l'ambiente di corte. Questa doppia valenza, l'apporto intrecciato di tradizione scritta e orale, conferiscono a queste brevi operette un posto di spicco nel panorama letterario medievale. Espressione della cultura del periodo, di un gusto particolare per la letteratura di evasione, leggiadro passatempo delle raffinate corti medievali, oggi i lais interessano ed entusiasmano ancora, soprattutto perché mantengono, rispetto alle opere letterarie del momento, un tratto di originalità che ne amplifica l'interesse, offrendo a noi moderni il gusto e il sapore di un'arcaicità che si sarebbe perduta nella precarietà della tradizione orale se alcuni dei suoi tratti non fossero stati per sempre fissati nella scrittura. I tratti conservativi dei lais anonimi, la loro particolare sensibilità per la tradizione costituiscono uno dei motivi primari del loro interesse; oltre a ciò, essi conservano l'impronta del mondo cortese in cui sono nati, sono opere perfettamente inserite ed in armonia con il tessuto sociale e culturale del XII e XIII secolo; ed ancora essi sono significativamente giunti sino a noi, attraverso la tradizione manoscritta che li conserva assieme ai ben più famosi lais di Maria di Francia. Verrà oltre evidenziata una sorta di polemica con alcune posizioni della critica, che ha voluto spesso considerare i lais anonimi ed il loro valore letterario da una prospettiva di assoluta inferiorità, se non addirittura da una posizione ancora più cieca ed angusta che li ignorava completamente, come se essi non contribuissero comunque a chiarire e tratteggiare il quadro della letteratura medievale. Il fine di questo studio è conferire ai lais lo spazio che meritano nell'ambito di questa letteratura, nel rispetto e nella chiarificazione della posizione che rivestono, cercando di mettere in luce le relazioni più o meno volute che essi hanno intrecciato con il presente e il passato a loro contingenti. Si è già sottolineato quale sia l'importanza letteraria di queste brevi operette, che consiste, in primo luogo, nella conservazione di elementi di un patrimonio folklorico, quello celtico, del quale gli autori anonimi hanno voluto, con intenzione e vivace interesse, mantenere intatti gli aspetti p Continua »