Fedro L'età dei Gulio-Claudi FEDRO LA VITA Sappiamo poco della vita di Fedro: era uno schiavo nativo della Macedonia, trasferito a Roma ancora giovanissimo fu affrancato dallo stesso Augusto. Cominciò a scrivere le sue opere già sotto Augusto, per pubblicarle poi mentre era imperatore Tiberio, mentre si pensa che visse fin sotto Claudio, o addirittura sotto Nerone. Si pensa che sia stato un maestro di scuola, a giudicare dallo stile e dai soggetti delle sue opere. Dovette godere di amicizie potenti se si pensa che riuscì a mantenere la libertà di scrivere fino alla morte. Nelle sue opere Fedro accusa i potenti, difende i poveri e gli schiavi. Le sue opere sono segnate da un pessimismo di fondo, e quasi un senso di rassegnazione, evidenziando l'ineluttabilità del potere. L'ATTIVITA' LETTERARIA Fedro scrisse 5 libri di favole `Phaedri Augusti liberti fabulae Aesopiae' Noi conosciamo solo 93 favole, questo ci fa pensare che nel tempo alcune favole siano andate perdute. Nel 1450 Perotti fece conoscere altre 30 fiabe, raccolte nell'Appendix Perottina. Nel prologo del primo libro F. dichiara di prendere spunto dalle favole di Esopo, anche se con il passare del tempo F. si distaccherà dall'autore greco, trattando temi politici e vizi tipici della Roma del tempo. I temi delle favole sono i vizi e i difetti degli uomini, F. fa spesso uso dell'allegoria, rappresentando i vari caratteri umani come animali o piante SENECA LA VITA Nasce a Cordova, in Spagna, sul finire del I sec d.c. Ancora giovane venne condotto a Roma per motivi di studio. Qui fu istruito dal neopitagorico Sozione e dal retore Papirio Fabiano. Non dovette godere di buona salute se pensiamo che fu costretto ad un viaggio in Egitto per scopi terapeutici. Una volta guarito tornò a Roma, dove si lanciò nella carriera politica, senza però mostrare la prudenza necessaria, tanto che rischiò di essere condannato a morte da Caligola per un discorso troppo duro, e, sotto Claudio, fu accusato di adulterio con la sorella di Caligola (Giulia Livella), fu relegato nel 41dc in Corsica, dove rimase 8 anni. Durante questo lungo periodo di tempo Seneca ebbe modo di avvicinarsi allo Stoicismo, sia per l'apatia che il saggio stoico dimostra nel sopportae le sofferenze con grande fermezza, sia per il principio secondo il quale le disgrazie vengono mandate dall'alto per metterci alla prova. Durante questi anni scrive la Consolatio ad Polybium, per consolare un liberto di Claudio per la morte del fratello. Nonostante questo rimase in Corsica finchè la sua più grande nemica, Messalina, non mori ed Agrippina salì al trono Questa richiamò S. a Roma, dove gli affidò l'educazione di suo figlio Nerone. S. iniziò l'opera di insegnamento che avrebbe dovuto portare alla formazione di un principe illuminato, che seguisse quei principi di filantropia che lo stoicismo dettava. Quando Nerone prese il potere in un primo tempò sembrò seguire gli insegnamenti del maestro, ma successivamente il principato di Nerone si trasformò Continua »