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Tesi di laurea di Barbara Iannarella, corso di laurea in Lettere e Spettacolo ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da martaferrucci

UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI ROMATRE UNIVERSITA' DEGLI STUDI DI ROMATRE FACOLTA' DI LETTERE E FILOSOFIA CORSO DI LAUREA IN LETTERE E SPETTACOLO Tesi di Laurea: Il grande assente della stampa italiana: il giornale popolare. Relatore: Correlatore: Prof. Giancarlo Bosetti Prof. Gianpiero Gamaleri Candidato: Barbara Iannarella Matricola n° 4137875 Anno Accademico 1999/2000 Sessione Invernale Ai miei cari genitori IL GRANDE ASSENTE DELLA STAMPA ITALIANA: IL GIORNALE POPOLARE Indice INTRODUZIONE I°CAPITOLO - UNA DEFINIZIONE DI GIORNALE POPOLARE -Breve storia dei tabloids -Caratteristiche estetiche e sociologiche II°CAPITOLO - L'ASSENZA DEI QUOTIDIANI POPOLARI IN ITALIA -La formula omnibus -I precedenti :i giornali della sera(la Notte) - L' “Occhio” di Maurizio Costanzo: breve intervista -“Il Telegiornale” di Gigi Vesigna - I giornali sportivi -Il ruolo dei settimanali in Italia III°CAPITOLO - LA STAMPA POPOLARE NEGLI ALTRI PAESI -I quotidiani popolari in Inghilterra -I quotidiani popolari in Germania IV°CAPITOLO- IL FUTURO DELLA STAMPA IN ITALIA -La stampa quotidiana -La stampa periodica Conclusioni Introduzione “Ogni paese ha la stampa che si merita. E questa è un'ovvietà: sarebbe strano se la stampa , presa nel suo insieme, fosse profondamente diversa dal paese in cui alligna; così come sarebbe strano se fosse profondamente diversa la classe politica. ”così Piero Ottone esprimeva il suo giudizio sullo stato di salute del giornalismo italiano. Secondo Ottone la stampa italiana rifletteva molti difetti tipici della società italica: una certa tendenza alla superficialità, all'improvvisazione, alla leggerezza, ma anche pregi, quali la brillantezza e l'inventiva. “La stampa opera inoltre in un contesto legislativo molto confuso- continuava Ottone- scarsamente efficace, a differenza di quel che accade in altri paesi…Le strutture editoriali sono piuttosto deboli; altra caratteristica tipica del nostro capitalismo, da sempre povero di capitali.Gli editori italiani, essendo più deboli, sono più esposti alla concorrenza televisiva… La stampa è messa in difficoltà.”1 Insomma il ritratto che si è fatto in questi ultimi anni della stampa italiana non è mai stato molto confortante. Sono stati scritti libri su libri, aperti dibattiti, conferenze, versati fiumi di inchiostro- e ancora si continuerà a farlo- per parlare della crisi del giornalismo italiano. Non è questo lo scopo del presente lavoro, che intende soffermarsi invece su di un' aspetto particolare della stampa italiana, che ha molto influenzato il modo di fare informazione in Italia: la storica assenza dei giornali popolari. Un argomento che nel nostro paese è sempre stato affrontato in modo frammentario e superficiale, ma che risulta un nodo cruciale per capire il panorama odierno dei giornali italiani. Alla luce dei grandi cambiamenti in atto nell'era dell' “information society”; la progressiva e rapidissima tecnologizzazione dei m Continua »

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