CAPITOLO 2. QUADRO TEORICO DI RIFERIMENTO UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI BOLOGNA FACOLTÀ DI LETTERE E FILOSOFIA Corso di laurea in Scienze della Comunicazione FRA DANZA E FILM modi e problemi della resa filmica della danza Tesi di laurea in Semiologia del Cinema e degli Audiovisivi Cinque parole chiave: danza, audiovisivo, efficacia, movimento, cinecoreografia. Sessione II Anno Accademico 1999-2000 Ai miei genitori INDICE GENERALE RINGRAZIAMENTI Si desidera ringraziare per la preziosa collaborazione il coreografo Philippe Découflé, Pascale Henrot, Jeanne Barzilaï, Nathalie Nilias, Michel Quéré, Olivier Simola, la compagnia DCA al completo e tutto lo staff della Chaufferie; Pascal Magnin, Norbert Corsino, Laura Taler, la direzione di The Place Library e The Video Place di Londra e tutti quanti mi hanno aiutata. --> [Author:M???i ] PREMESSA Nella danza e nel cinematografo l'opera consiste integralmente nelle figure in movimento, quali risultano dallo spettacolo vero e proprio. -Luigi Pareyson “Peripezie del corpo e della mente”, è questo l'ingrediente segreto che secondo Eugenio Barba e l'antropologia teatrale crea il `corpo in vita' dell'attore-danzatore. Diverso dal corpo che semplicemente vive, il corpo in vita è una presenza scenica il cui comportamento e flusso di energie è `dilatato' rispetto al nostro comportamento quotidiano. Così anche nell'incomprensione del significato della performance e del livello della sua esecuzione, l'attore-danzatore seduce, sorprende ed euforizza per `empatia muscolare' o se si preferisce, per `contagio cinestesico', catalizzando l'attenzione. Peripezie dell'attore-danzatore, ma anche del regista-coreografo, che nel costruire la messa in scena intreccia una storia fatta di salti, divagazioni, imprevedibilità che rendono interessante lo spettacolo in ogni suo momento. È quindi il `modo' dell'azione del danzatore e della coreografia l'elemento primario che fonda l'interesse di uno spettacolo, il suo potere d'attrazione, la sua efficacia in termini di fruizione, aldilà del senso veicolato. Il cinema è narrazione e rappresentazione o ancora narrazione e ritmo. Se il racconto costruisce il senso dell'immagine, la magia e il fascino seduttivo si realizzano nella rappresentazione, nella costruzione della singola inquadratura e della sequenza d'immagini, in quello che Ejzenštejn definiva il `montaggio delle attrazioni'. Il ritmo del movimento filmico e profilmico euforizza a livello sensibile e coglie l'attenzione, ma nel film è necessaria una competenza narrativa e una rappresentazione verosimile per mantenere il coinvolgimento e la comprensione delle immagini, garantendo una fruizione efficace. Il `modo' dell'azione perde valore se non se ne comprende il senso. Se i presupposti di partenza sono così diversi, com'è possibile che la danza trasposta in film possa essere altrettanto efficace della sua esperienza diretta in teatro? Può la danza, arte fondata sulla rappresentazione simbolica, inserirsi nel con Continua »