In Tales Mistry ci immerge in un mondo- ghetto dei Parsi , dove la realtà indiana postcoloniale INTRODUZIONE Rohinton Mistry, scrittore indiano di etnia parsi, nato a Bombay nel 1952 ed emigrato in Canada nel 1975, appartiene al gruppo di scrittori che la critica ha definito post-coloniali, ovvero appartenenti ai paesi dell'ex impero britannico, le cui letterature erano fino a poco tempo fa considerate marginali e relegate in secondo piano. In Canada, a partire dagli anni '80, tali autori propongono opere che trattano di nuove realtà, di nuovi mondi, di popolazioni fino ad allora costrette al silenzio, all'omologazione letteraria e all'uniformità imposta da una società che intende apparire fondamentalmente anglosassone. Il Canada è costituito da una molteplicità di razze, culture, da una varietà di popoli che nel corso della storia vi hanno cercato rifugio: il multiculturalismo è un suo aspetto caratterizzante e si riflette nei lavori degli scrittori. Negli ultimi cinquanta anni dall'India verso il Canada sono emigrati molti narratori: l'esperienza dell'emigrazione è materia comune delle loro opere, nelle quali vengono messi in luce i problemi degli immigranti confrontati con la difficile situazione di vita in una cultura aliena. Gli scrittori delle ex colonie britanniche “prendono la parola” dando vita a una narrativa della periferia dell'impero che si dimostra più viva e originale di quella della madrepatria. Già il post-modernismo aveva avuto il grande merito di avere invertito una tendenza: aveva rivolto l'attenzione a tutti i soggetti “altri” riconferendogli dignità e diritto di espressione, contro l'operazione svolta invece dal canone letterario canadese, costruito a partire dagli anni Settanta e ispirato dall'intenzione di definire una “letteratura nazionale” che non tenesse affatto conto del carattere regionale della letteratura canadese. Come ha affermato Linda Hutcheon, “The cultural richness that immigration has brought to this country has changed forever our concept of what constitutes `Canadian literature'”. Ma è solo con la letteratura post-coloniale che si ha una vera rivoluzione. Con lo scrittore Michael Ondaatjie comincia in Canada una letteratura nuova con nuove tematiche: la diversità, l'esilio e l'emigrazione. I suoi romanzi segnano le tappe di una Building personale e letteraria volta alla ricerca di un nuovo modulo narrativo che superi le convenzioni del realismo e i vecchi artifici retorici. Come ha messo in evidenza Silvia Albertazzi in un suo saggio, una caratteristica che accomuna gli scrittori esuli emigrati è il rifiuto “dell'idea della Storia come corso unitario inscenato dalle classi dominanti”: la storia non è quella che ci hanno insegnato, ma quella vissuta da tutti coloro che sono rimasti nell'anonimità, cioè dai popoli. A tale visione questi scrittori oppongono il proprio punto di vista, attuando una ribellione che decentralizza la storia minandone alla Continua »