La lunga vita di Marianna Ucrìa La lunga vita di Marianna Ucrìa Il romanzo “La lunga vita di Marianna Ucrìa" è stato scritto nel 1990 da Dacia Maraini. E' la storia di una ragazza sordomuta dall'età di cinque anni che a soli tredici anni diviene precoce sposa di uno zio. Non potendo nè parlare nè sentire, Marianna per comunicare con gli altri usa carta e penna, mezzi che diventano essenziali per vivere e attraverso i quali riesce ad emanciparsi e a far venire fuori la propria personalità. Il romanzo si ambienta in Sicilia agli inizi del `700, le vicende si svolgono prevalentemente in luoghi chiusi. Marianna trascorre la sua vita maggiormente in casa visto che, chiusa nel suo silenzio, si trova a combattere una lotta personale sia come donna all'interno di una società stagnante e repressiva, sia come sordomuta considerata “inferiore” per la società di quel tempo. Il linguaggio usato nel romanzo è abbastanza semplice, anche se i dialoghi presenti sono tutti espressi in un dialetto siciliano anche molto stretto. I personaggi più importanti nel romanzo sono i fratelli: Signoretto, Geraldo, Carlo, Fiammetta e Agata. Il padre, per il quale Marianna prova una grande ammirazione, la madre, il signor marito zio, i figli: Giuseppa, Rosalia, Manina, Felice, Mariano. Le cameriere Innocenza e Fila, la quale nascondeva con sè nella casa il fratello Saro che successivamente si innamora di Marianna che diventa anche sua amante, dopo che lui si sposa e che il signor marito zio era morto. Altri personaggi: la moglie di Saro, Peppina Malaga e il senatore pretore Giacomo Cammaleo (che si innamora anche lui di Marianna.) Il tema centrale del romanzo resta sempre l'incomunicabilità che però non nasconde l'interiorità di Marianna, ricca di profonde emozioni. Diverrà una donna vera, più forte di tutto il mondo che la circonda e riuscirà a fare luce sul segreto che l'attanaglia, scoprendo che la sua sordità era dovuta ad un trauma infantile. La storia affascina, coinvolge, ma fa male perché fa sentire molto il dramma di chi non può esprimere ciò che prova e l'essere diversa. All'apparenza l'autrice fa sembrare Marianna come un'eroina-martire della natura, ma in realtà è solo un personaggio umano che riesce a dimostrare in ogni caso la sua intelligenza che non subisce i condizionamenti della sua classe sociale. Continua »