Con gli occhi chiusi Con gli occhi chiusi Domenico è proprietario di una trattoria. La moglie, da cui ha avuto un figlio, vive in una campagna vicino Siena, insieme a tutti gli assalariati e le loro mogli. Si raccontano le avventure di questi, come la cura della campagna, e superstizioni legate a l'olio buttato per terra… Il figlio si chiamava Pietro, adolescente, aveva un rapporto particolare con la figlia di uno degli assalariati, e aveva un amico Agostino. A scuola era il più grande, e il meno bravo, e spesso stava nell'osteria con alcuni clienti (Adamo, Giacomino, Biba, Pino) abituali. Intanto Pietro si era innamorato di quella ragazza, Ghisola, e lei ricambiava, ma il loro rapporto era molto freddo, distante. Il padre era molto duro con gli assalariati, li riempiva di ordini e si innervosiva quando non li poteva controllare e bastonava anche il cavallo. Intanto Pietro non andò più a scuola. La madre aveva un rapporto particolare con il figlio (spesso pensava di guarire dalla crisi di nervi proprio con la sua vicinanza), mentre lui dimostrava di non volerle bene. Intanto era molto timido con Ghisola, che era corteggiata anche dal suo amico Agostino. Forse anche per questo che diventò più caparbio, voleva fare tutto di testa sua. Intanto Anna, dopo una convulsione morì. Pietro pur fingendo di addolorarsi in realtà non provava alcun dolore e non voleva essere visto da nessuno. Dopo la morte di Anna, Domenico divenne più economo e più irascibile con i suoi assalariati. Ogni domenica mattina andavano al cimitero, ma Pietro era disinteressato e spesso andava via prima. Tutti avevano paura di Domenico, che spesso urlava a qualcuno senza motivo. Fece castrare tutte le bestie del suo podere. Intanto erano passati tre anni. Ghisola era andata via, e Pietro lesse una sua lettera con una sua foto. Era bellissima, e si accorse di essersene innamorato. Intanto a stento aveva finito gli studi. Ogni occasione era buona per stare lontano da casa, dove il padre lo vedeva sempre più diverso da lui, e lo picchiava. Si era inscritto al partito socialista. Il padre lavorava nel podere (per esempio per l'arrivo della paglia) o nella trattoria (controllando il cuoco). Si riposava osservando una medaglina trovata durante la vangatura. Una volta la settimana faceva l'elemosina di quello che rimaneva nella trattoria ai poveri. Pietro andò a Firenze per studiare, ma si sentiva solo, tutto gli sfuggiva, e dopo qualche mese tornò a casa. Ma poi decise di rimettersi a studiare: la sua unica forza era pensare a Ghisola. Questa intanto era lontana al suo paese, ma qui non ci voleva stare: si sentiva a disagio con tutti i suoi parenti tranne che di un amico di famiglia, Borio, che si era innamorato di lei. Ma la vita in quel paese non era adatta per lei: tutti sapevano qualcosa sul suo conto, o se la inventavano. Allora andò in un altro paese, ma fu lo stesso. Andò a lavorare presso una fattoria, e qui un giorno arrivò Pietro. Entrambi si amavano ancora. Pietro e Ghi Continua »