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Se questo è un uomo: Relazione del libro con commenti.Accenni alla vita di Primo Levi (formato word pg 3) ( formato doc)

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Relazione libro: ”Se questo è un uomo”, Primo Levi Relazione libro: ”Se questo è un uomo”, Primo Levi Primo Levi è nato a Torino nel 1919. Ha sempre lavorato come chimico in un'industria torinese e questo forse, insieme a molte altre cose, gli ha salvato la vita. Infatti nell'inverno del 1943-44 egli viene preso dai nazisti e deportato ad Auschwitz, dove lavorerà duramente anche come “Chemiker”, e da dove tornerà malconcio per raccontare. E così Primo Levi, ebreo italiano, ritorna dal Lager tedesco e racconta. Lo fa con un libro: “Se questo è un uomo”. Il titolo è facile capire cosa voglia dire, troviamo infatti una poesia sulla prima facciata del volume: Voi che vivete sicuri Nelle vostre tiepide case, Voi che trovate tornando a sera Il cibo caldo e i visi amici: Considerate se questo è un uomo Che lavora nel fango Che non conosce pace Che lotta per mezzo pane Che muore per un sì o per un no. Considerate se questa è una donna, Senza capelli e senza nome Senza più forza di ricordare Vuoti gli occhi e freddo il grembo Come una rana d'inverno. Meditate che questo è stato: Vi comando queste parole. Scolpitele nel vostro cuore Stando in casa andando per via, Coricandovi alzandovi; Ripetetele ai vostri figli. O vi si sfaccia la casa, La malattia vi impedisca, I vostri nati torcano il viso da voi. Parole dure negli ultimi versi, poco significative per il resto, sgradevoli. Leggere questa poesia prima del libro ci dà strane impressioni. Rileggerla dopo diventa un capolavoro. Riassume con pochi accenni una realtà assurda che prima non potevamo comprendere, che non potevamo immaginare. Tuttora ci è difficile farlo, anche per chi l'ha vissuta. Sul fondo della gamella, dove tutti incidevano il loro numero, un tale Clausner, “Häftling” francese, aveva scritto: “Ne pas chercher à comprendre”. Gli Häftling, questi strani esseri divisi dalla razza umana, non dovevano cercare di capire, nessuno doveva farlo sarebbe stato il primo passo verso il declino. Era così terribile? Il libro è abbastanza esplicito. Così Primo Levi viene catturato, il 13 dicembre 1943, trovato in montagna assieme ad una pseudomilizia partigiana disorganizzata e impreparata, dopo ben quattro anni di segregazione al fine di sfuggire alle leggi razziali del fascismo. Dopo un lungo viaggio in treno, ammassati come animali (per le SS “Stück”, “pezzi”), soffrendo fame e sete, giungono ad Aushwitz. Vengono fatti spogliare, lavati con acqua fredda, fatti aspettare nel gelo, vengono tagliati loro i capelli e vengono vestiti con leggere divise a righe. Un tatuaggio sul braccio dà loro un numero: è tutto quello che hanno. Infatti quello che hanno fatto i tedeschi è stato annullare la loro identità, la loro proprietà privata, le loro differenze nell'aspetto, tutto ciò, insomma, che li aveva resi uomini fino a quel momento. Da lì in poi inizia per Primo e i suoi seicento circa compagni la disumana vita del Continua »

PERSONE: primo levi
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