"La tregua" di Primo Levi: "La tregua" di Primo Levi Scheda del libro: trama, analisi dei dati, caratteristiche dei personaggi. (file.doc, 4 pag) ( formato doc)

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Primo Levi Primo Levi La Tregua Vita e Opere Nasce nel 1919 a Torino dove trascorre l'infanzia e la prima giovinezza e dove ha vissuto con la propria famiglia. Nel 1934 si iscrive al primo anno di liceo presso il ginnasio liceo D'Azeglio di Torino. Nel 1941 presso l'Università di Torino, si laurea in chimica . Per ragioni di lavoro, nel 1942 è costretto a trasferirsi a Milano. Nel 1943 si rifugia sulle montagne sopra Aosta, unendosi ad altri partigiani, però viene quasi subito catturato dalla milizia fascista e un anno dopo internato nel campo di concentramento di Fossoli e successivamente deportato ad Auschwitz. Viene liberato il 27 Gennaio 1945 in occasione dell'arrivo dei Russi al campo di Buna-Monowitz, anche se il suo rimpatrio avverrà solo nell'ottobre. Nel 1947 pubblica “Se questo è un uomo” ripubblicato anche nel 1954. Nel 1963 pubblica il suo secondo libro "La tregua" col quale vince il premio Campiello. Altre opere da lui composte sono: una raccolta di racconti dal titolo “Storie naturali”, con il quale gli viene conferito il Premio Bagutta; una seconda raccolta di racconti “Vizio di forma”, una nuova raccolta ” Il sistema periodico”, con cui gli viene assegnato il Premio Prato per la “Resistenza”; una raccolta di poesie “L'osteria di Brema”; La chiave a stella; La ricerca delle radici; Antologia personale; Se non ora quando con il quale vince il Premio Campiello per la seconda volta e infine nel 1986 “I Sommersi e i Salvati”. Muore suicida l'11 Aprile 1987. La Trama Il libro inizia con l'arrivo dei Russi al campo di Buna-Monowitz, quattro giovani soldati a cavallo che osservano sbigottiti e increduli dall'alto di un colle, il 27 Gennaio 1945, mentre Levi e un altro sopravvissuto stanno trasportando alla fossa comune un compagno morto durante la notte. La storia prosegue con il ricordo degli avvenimenti accaduti dopo l'avvento dei Russi: giungono i primi rifornimenti, i primi soccorsi, pagarre polacche si aggirano per il campo occupandosi dei superstiti. I prigionieri ancora in vita, i malati, i moribondi vengono trasferiti al Campo Grande di Auschwitz ("una sterminata metropoli" al cui confronto Buna-Monowitz sembra un villaggio), in cui l'autore, appena giunto, si ammala dove avrà modo di conoscere molti personaggi. Ristabilitosi, abbandona il campo aggregandosi a coloro che sono in grado di affrontare il viaggio di ritorno nei rispettivi paesi. Ma ha inizio così quella estenuante odissea che lo avrebbe condotto per circa un anno attraverso l'Europa Orientale, facendolo partecipe di avventure assurde; e rendendo il rimpatrio come un miraggio, e ambientando la narrazione in episodi e figure da incubo, a rendere suggestivo il racconto è lo sfondo in cui si muove: un'Europa devastata, un paesaggio in disfacimento che presenta ovunque i segni della recente catastrofe e dove si collocano uomini sconvolti dalla guerra. Nel corso dei suoi spostamenti da un c Continua »

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