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“Hello Dolly”, di Makiro Hoshi. Un racconto sulla clonazione (file .doc, 4 pag) ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da selvatica

Untitled HELLO DOLLY! “Hello Dolly”, di Makiro Hoshi, è un racconto satirico sulla clonazione. Inizia durante una notte in cui un insonne cerca di addormentarsi contando le pecorelle. Ma invece di varie gliene compare sempre una replicata all'infinito. Il 22 febbraio 1997, con sette mesi di ritardo, viene annunciato a tutto il mondo la nascita della pecora Dolly, il primo mammifero nella storia clonato da un unico progenitore adulto. Lo scienziato che ha inventato Dolly è Ian Wilmut presso l'Istituto Roslin di Edimburgo in Scozia. La particolarità di Dolly e il motivo per cui scatenò l'interesse dei media di tutto il mondo, è che si tratta di un clone “puro”, la replica di un singolo individuo adulto, senza gli elementi di variabilità tipici degli esperimenti precedenti. Le cellule embrionali, infatti, contengono geni maschili e femminili in una mescolanza che non lascia prevedere a priori quali saranno le caratteristiche del clone. E poiché lo scopo della clonazione altro non è che produrre individui uguali, l'incertezza sull'effettivo valore del “ prodotto” finale creò alcuni problemi. Gli scienziati si chiesero se il risultato sarebbe stato un animale di pregio come i parenti genetici. Lo schema dell'esperimento di clonazione della pecora Dolly è semplice: si è trattato di trapiantare un nucleo di una cellula somatica in una cellula uovo ospite. La scelta della pecora è stata motivata da diverse considerazioni. Innanzitutto le caratteristiche dello sviluppo iniziale dell'embrione, che nella pecora comporta due o tre divisioni dello zigote prima che inizi la trascrizione. In questo modo la pecora avrebbe tempo di riprogrammare il DNA trapiantato. Per quel che riguarda la scelta della cellula donatrice del nucleo, si è ricorsi alla ghiandola mammaria di una pecora di sei anni al terzo trimestre di gravidanza. Come cellula ospite, la scelta è stata obbligata: si è ricorsi a cellule uovo, eliminandone prima il DNA. La sostituzione del nucleo con quello d'una cellula somatica è avvenuta per fusione con la cellula uovo enucleata, indotta da una leggera scarica elettrica. ospite, la scelta è stata obbligata: si è ricorsi a cellule uovo, eliminandone prima il DNA. Di 434 tentativi di fusione ne sono riusciti 277, con una resa del 64 per cento. Questi 277 prodotti di fusione sono stati inseriti in ovidotti di pecore per aiutarne le prime fasi di sviluppo. Sono stati recuperati 247 embrioni dagli ovidotti sotto forma di morula o blastule. Tra queste quelle che avevano un aspetto più promettente sono state introdotte nell'utero di madri portatrici, preparate alla gestazione per trattamento ormonale. Ogni portatrice ha ricevuto sino a tre embrioni. le perdite durante la gravidanza, però, sono state dieci volte più alte della norma: oltre il 60 per cento. L'esperimento ha nel suo complesso portato alla nascita d'otto agnelli. Uno solo dei quali, però, è originato dalla fusione di una cellula somatica (gli altri derivano Continua »

TAG: dna
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