il gioco

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Attività ludica: teorie del gioco e classificazione del gioco (1 pagine formato doc)

L’attività ludica tanto, spontanea quanto complessa è stata oggetto di molte riflessioni che hanno appassionata studiosi di diversa formazione. Nel corso del XIX e XX secolo sono state proposte diverse interpretazioni del significato e del valore del gioco che si possono dividere in due grandi correnti: quella delle teorie residuali e quella delle teorie dell’esercizio. Le teorie residuali sono rappresentate dalle idee di Spencer filosofo positivista, filosofo positivista inglese il quale sostiene che il gioco è una attività nella quale vengono spese energie risparmiate dagli esseri viventi in altre attività. Una teoria residuale e anche quella dello psicologo americano Hall secondo il quale nel gioco infantile riafforono comportamenti dell’umanità primitiva. Le teorie dell’esercizio che si sono affermate nel 1900 attribuiscono maggiore valore e dignità al gioco e lo interpretano sostanzialmente come un addestramento alle attività della vita adulta sviluppando così un’idea che era già presente nel pensiero di Kant. Tra i teorici dell’esercizio si ricorda il tedesco Groos al quale si sono ispirati psicologi moderni e filoni di studio in antropologia culturale e etologia. Si è evidenziato che il gioco è utile per lo sviluppo emotivo, per lo sviluppo cognitivo e per la socializzazione. Dal punto di vista dello sviluppo emotivo risulta essenziale l’idea di Freud secondo il quale il gioco funziona come mezzo di controllo dell’ansia. Dal punto di vista dello sviluppo cognitivo e della socialità sono importanti le ricerche di