Sino agli anni Settanta, la pedagogia era “ancilla philosophiae”; si parlava dunque di filosofia dell’educazione anziché di pedagogia. Questa scienza è diventata sperimentale quando hanno assunto importanza elementi quali l’osservazione, non fenomenologica, ma di comportamenti ex ante ed ex post. Per diventare scientifica, la pedagogia ha avuto bisogno dei numeri (cosa che la Montessori non aveva capito); infatti, le fasi necessarie a questa scienza sono: - osservare; - provocare; - riprodurre i fenomeni; - contare. Ecco perché risulta fondamentale che in pedagogia il ricercatore possegga anche i concetti matematici, ma senza mai sottovalutare l’importanza della curiosità. 1.1. Docente e formatore: due figure distinte I termini “pedagogia” e “andragogia” si differenziano per i loro significati: con il primo s’intende la formazione dei bambini, con il secondo quella degli adulti; essi però sono accomunati dallo stesso compito del maestro, cioè fornire le conoscenze alla classe (il termine “classe” deriva dal fatto che i suoi componenti appartengono alla stessa classe d’età). Esistono numerose differenze tra il docente in una classe di bambini e il formatore in una classe d’adulti: Continua »