Non esiste un criterio univoco di classificazione delle esperienze educative che i soggetti possono realizzare nel loro corso della vita. Le azioni che si compiono nel corso della vita possono essere diverse e dipendono dalla società in cui si vive e quindi sono un processo socio-culturale.
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Però possono essere comunque individuate molteplici prospettive di studio e di analisi delle tipologie di intervento nell’area dell’educazione e quest’ultime dipendono dalle caratteristiche dei soggetti e dagli obbiettivi che l’azione educativa si era posta.
APPUNTI DI PEDAGOGIA SULLA MARGINALITA' E LA DEVIANZA MINORILE (Clicca qui >>)
Diventano così molto importanti i temi quali l’intenzionalità educativa e la formalità. Altre tipologie di classificazione possono esse collegate con un livello di strutturazione/destrutturazione come per esempio la scuola(massimo livello di strutturazione) e il gruppo di pari(che è un’esperienza tra le più destrutturate). In più si deve tener conto della presenza/assenza di figure professionali(professionisti o educatori) e anche alla situazione/luogo/contesto in cui queste azioni svolgono(famiglia, scuola, istituzioni educative, territorio, spazi informali, ecc..).
TEMA SULL'ATTUALITA': BENESSERE O BEN-APPARIRE? (Clicca qui >>)
In questa prospettiva, le azioni educative possono essere identificate e organizzate in relazione al livello di benessere/normalità e di disagio/devianza/marginalità presentati dal soggetto su cui si è rivolti. Gli interventi, quindi, possono essere divisi in attività, progetti e servizi di taglio promozionale, preventivo e riabilitativo.
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