Grande importanza riveste in noi lo spazio. Quando parliamo, ad esempio, a seconda di quello che diciamo e dell'importanza che riveste in noi l'ascoltatore, istintivamente ci poniamo in uno spazio ben preciso che sarà molto vicino all'interlocutore, se lo consideriamo un amico e gli stiamo facendo una confidenza, oppure, al contrario, più distante se lo consideriamo un estraneo. al quale non vogliamo concedere la nostra fiducia. La concezione di "spazio" non segue regole enunciate ma, pur essendo istintiva, rispetta regole universali ed ogni individuo tende a difendere la propria "zona intima" o "sfera personale", cioè lo spazio immediatamente vicino a lui. Un esempio di questo è facilmente constatabile. Un autobus vuoto arriva ad una fermata alla quale attendono diverse persone: queste vi salgono sopra e si siedono.... Ma non vicino l'una all'altra, bensì ad una certa distanza - ad es. una ogni due sedili. Alla fermata successiva, sale ancora gente e non è più possibile rispettare lo spazio dato l'affollamento ed ecco comparire sul volto dei passeggeri un'espressione di disagio ma, date le circostanze, questa sensazione viene dominata. Allo stesso modo, questa nozione di "spazio" viene riflessa automaticamente in ogni nostro atto che porta in rapporto con gli Altri e, di conseguenza, anche quando noi scriviamo. Il foglio, quindi, assume le caratteristiche dello spazio a nostra disposizione ed il gesto grafico rispecchia il nostro modo di muoversi nello spazio a noi riservato. Nel foglio abbiamo quindi quattro direzioni simboliche nell'ambito delle quali possiamo manifestare la nostra azione, espressa dal gesto grafico: l'alto, il basso, la sinistra e la destra. L'alto: è in rapporto con l'ideale, l'immaginazione e, in senso più lato, l'infinito. Fin dai tempi più remoti, infatti, l'uomo ha posto verso l'alto il suo ideale di elevazione, di divino, vedendo nel cielo il sim- bolo massimo dello spirito e dell'ideale. Continua »
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