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Il Cristianesimo tra Oriente e Occidente: Relazione sui rapporti tra Chiesa d'Oriente e Occidente, dalla nascita fino ai giorni nostri (12 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da tragodia

IL CRISTIANESIMO TRA ORIENTE E OCCIDENTE IL CRISTIANESIMO TRA ORIENTE E OCCIDENTE Bisanzio è esistita per circa mille anni: dalla sua fondazione nei secoli V-VI d.C. alla violenta distruzione per opera dei turchi ottomani il 29 maggio 1453. Anche la tradizione cristiana della Russia ha festeggiato nell'88 il suo millennio. Ben diverse però sono state le tradizioni, le forme di spiritualità e le esperienze religiose. Quando i vescovi greci consigliarono al principe Vladimir di introdurre, nella neobattezzata Russia, il modello romano-bizantino delle sanzioni penali, specie per quanto riguardava la pena capitale, il principe non nascose la sua disapprovazione. In effetti, secondo le leggi barbariche delle tribù protorusse (e di altre nazioni allo stesso livello di sviluppo), i crimini dovevano essere puniti o con sanzioni pecuniarie, oppure col "guidrigildo"(1). In tal modo, armi e cavalli -di cui allora si aveva gran bisogno, a causa delle interminabili guerre- risultavano più facilmente reperibili. L'umanità di Vladimir non la si riscontra neppure in Clodoveo, il re che battezzò i franchi cinquecento anni prima. Nessuno ha mai pensato di canonizzare Clodoveo o altri re del mondo barbarico che avevano accettato il cristianesimo. Vladimir invece venne considerato un santo. Le cronache del tempo lo descrivono come un sovrano giusto, generoso, gioviale. I suoi due figli minori, Boris e Gleb, furono canonizzati nel 1015 per aver compiuto un gesto senza precedenti nella storia del cristianesimo. Alla morte di Vladimir, il fratello maggiore di Boris, Sviatopolk, aveva intenzione di espropriare quest'ultimo di tutti i suoi domini. Boris rifiutò di condurre i suoi uomini contro il fratello, non ritenendo giusto coinvolgerli in una rivalità intrafamiliare. E così, sia lui sia l'altro fratello, Gleb, che condivideva la sua decisione, furono uccisi da Sviatopolk, anche se poi la reazione popolare lo portò a morire in esilio. Boris e Gleb, per la chiesa russa, diventeranno l'immagine ideale dei "sofferenti innocenti", a imitazione del Cristo. Praticamente nello stesso periodo in cui accadevano questi fatti, Bisanzio, quale massimo centro culturale e commerciale dell'intero mondo cristiano, in perfetta continuità con la tradizione culturale ellenistica, era al vertice del suo splendore. Viceversa, l'ellenismo in occidente, a partire dal VI sec., iniziò a subire un'eclissi che durerà fino a Scoto Eriugena nel IX sec., fino alla traduzione delle opere del Damasceno nel XII sec., fino alle scuole di Chartres, di Laon e di Parigi, sempre nel XII sec., fino alla mistica tedesca del XIV sec. e al Rinascimento italiano. In occidente sarà il pensiero agostiniano (mai ben conosciuto in oriente) a permeare profondamente di sé la cultura, il diritto, la religione. Sino a quando in quest'area dell'Europa non sorgeranno dei centri in grado di competere con Bisanzio, sarà solo nelle sale degli amanuensi benedettini che si cercherà, con molta fatica, di preservare il sapere Continua »

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