Il DOPING Il DOPING IL comitato Internazionale Olimpico definisce come doping “la somministrazione o l'uso di qualsiasi sostanza estranea all'organismo e di qualsiasi sostanza fisiologica assunta in quantità anormale o introdotta nell'organismo per via normale con la sola intenzione di aumentare, in maniera artificiale e sleale, la prestazione durante la gara”. La parola doping deriva dal verbo inglese “to drupe” che significa imbrogliare ,truffare. L'uso di sostanze vietate per migliorare la prestazione è antichissimo. Già nel 500 a.C. si faceva uso di canapa indiana; gli arabi facevano uso di sostanze eccitante, chiamate Kata, estratta da una radice. Anche ad Olimpia in Grecia si usavano prodotti derivati da piante misteriose e da funghi secchi per migliorare la prestazioni degli atleti durante le gare. Nei tempi moderni i primi casi di doping furono riscontrati in Austria nel 1910 quando furono trovati alcaloidi nella saliva di un cavallo da corsa; nel 1955 al Tour de France un atleta fu trovato positivo all'esame anti doping. Già nel 1984 una rivista inglese riportava dati relativi alla mortalità tra i vincitori di medaglie olimpiche relative ai giochi disputati nel 1952 al 1976: 46 deceduti tra i 1033 sovietici, 14 tra i 784 statunitensi, 12 tra i 786 tedeschi delle due Germanie. LA CLASSIFICAZIONE DELLE SOSTANZE DOPANTI Le sostanze doping possono essere così classificate a seconda della categoria a cui appartengono: STIMOLANTI (amfetamine, cocaina, caffeina, stricnina) NARCOTICI (codeina, metadone, morfina) STEROIDI ANABOLIZZANTI (derivati ormonali quali il testosterone) BETABLOCCANTI (atenolo, propanolo, acebutolo) DIURETICI Sono inoltre sottoposte a restrizione anche alcune sostanze quali l'alcool, alcuni anestetici locali ( procaina, carbocaina) , i corticosteroidi ( che possono essere usati per applicazioni locali o per inalazione): la somministrazione di queste sostanze deve essere applicata sotto autorizzazione della commissione medica. Continua »