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Tema sulla pubblicità e in particolare sullo spot delle Morositas. (4 pg - formato word) ( formato doc)

VOTO: Appunto inviato da xcaesarx

Morositas Alunno: Giulio Colla Classe: 1 A Ginnasio Analisi sulla pubblicità e sullo spot delle caramelle Morositas in particolare. Nonostante la mia buona volonta', non sono riuscito a vedere lo spot in questione, ma, da come me lo hanno descritto i miei compagni piu' ”fortunati”, sembrerebbe una vera e propria assurdita'. Seviziare della povera ed indifesa frutta con un rasoio da barbiere non appare, a prima vista, il modo piu' idoneo per aumentare le vendite di caramelle. Eppure, se ci soffermiamo un po' e lo analizziamo in modo critico, questa pubblicità apparentemente assurda puo' portarci a fare molte considerazioni interessanti. Innanzitutto possiamo osservare l'alto contrasto dei toni cromatici, che esalta la vivacità dei colori della frutta contrapposti agli sfondi molto cupi, grigi. E' certamente un espediente per catturare l'attenzione dello spettatore. Lo svolgersi della vicenda appare molto banale di primo acchito, ma invece rivela un sapiente uso , per dirla con l'esperto di computer, dei “bug” del nostro cervello. È nota la stretta associazione tra memoria ed emozioni, per cui la nostra mente ci permette di ricordare meglio e per piu lungo tempo un fatto che ci ha particolarmente colpiti. Tutto il concetto di base dello spot si fonda su questa caratteristica, cioè sul generare una forte emozione, sul “”far colpo, in modo da rievocare in noi lo spot e indurci a comperare le Morositas ogni qualvolta ci capiti di “passare davanti al tabaccaio. Il gironzolare dell'uomo misterioso con il rasoio in mano, la scelta della ambiente, con i pavimenti verdognoli, come all'obitorio, i ganci da macellaio con appese delle povere fragole……tutto questo serve per creare suspance, per far restare incollato lo spettatore al video fino alla mossa decisiva del “torturatore”. Poi quest'ultimo si ferma e adocchia una povera fragolona tutta rossa, bagnata fradicia per il sudore che le gronda dalla fronte. L'uomo la prende, la costringe a sedere, le mette del nastro isolante sulla bocca e poi… un urlo. Un pacchetto di caramelle sul pavimento da cui esce un liquido rosso. La frase: “Torturiamo la frutta per voi”. STOP. Il messaggio e' arrivato a destinazione. Ciò mi fa riflettere non solo sul cortometraggio in esame, ma anche sulla pubblicità in generale. Come in tutti i campi della comunicazione, anche e soprattutto nella televisione si è assistito a un'esplosione dei messaggi pubblicitari, che poi si è trasformata in un uso smodato degli stessi. Basti pensare agli 83 minuti di pubblicità trasmessa quotidianamente dalla principale rete italiana, la Rai, per non parlare delle reti private, che basano i loro bilanci sulle entrate pubblicitarie. Dato l'affollamento degli spot, che oramai sta diventando cosa insopportabile, una ditta per destare nell'occhio e quindi per “vendere”, deve ricorrere a messaggi veramente penetranti. E quello analizzato mi sembra propr Continua »

TAG: frutta
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