CHIAPAS CHIAPAS DALLE MONTAGNE DEL SUD EST MESSICANO UNA NUOVA SPERANZA CONTRO L'OPPRESSIONEIl primo gennaio del 1994 uno sconosciuto Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale occupava alcuni comuni del Chiapas, stato del sud est della Repubblica Federale Messicana, facendosi conoscere dall'opinione pubblica internazionale con un preciso progra mma di rivendicazioni: terra, casa, alimentazione, salute, educazione, giustizia, democrazia, liberta', rispetto per le culture indigene.La popolazione del Chiapas vive da secoli in una doppia condizione di sfruttamento e oppressione: come contadini sono sfruttati dal grosso latifondo che coltivano per l'esportazione, ricevendo in cambio solo lo stretto necessario per sopravvivere in condiz ioni di estrema miseria. Come indigeni, discendenti della civilta' Maya distrutta dalla conquista spagnola, sono emarginati e relegati ad una condizione di sub-umanita', senza alcun riconoscimento della loro cultura, delle loro lingue, della loro identita' . Ed in questo condividono una triste storia di oppressione e ribellione repressa nel sangue con tutti gli altri popoli indigeni sfruttati dell'America Latina da piu' di 500 anni.Nei pochi giorni dall'inizio della rivolta, la storia sembrava ripetersi, l'intervento dell'esercito federale messicano con bombardamenti di villaggi, arresti arbitrari e torture, si accompagnava alle dichiarazioni del governo messicano, che definiva i ribel li terroristi stranieri al soldo del narcotraffico. Ma la popolazione del resto del paese non resto' a guardare, gli organismi per i diritti umani e la stampa di sinistra denunciarono la feroce repressione e le violazioni dei diritti dell'uomo fatte dall' esercito, i movimenti, le organizzazioni, i sindacati, le organizzazioni religiose di base, organizzarono imponenti manifestazioni di solidarieta' con i ribelli zapatisti e contro il governo e le sue politiche. Il presidente messicano fu costretto a riconoscere le motivazioni e la natura reale della rivolta, e ad aprire un dialogo con l'EZLN che dura ancora oggi, anche se lo stesso governo non ha perso l'occasione di romperlo unilateralmente nel febbraio del '95, riprendendo la repressione armata e facendo gridare al tradimento degli accordi, la stessa reazione della societa' civile, questa volta anche a livello internazionale, costrinse ancora l'esercito a retrocedere.Il grande appoggio ottenuto dagli zapatisti si spiega con le analoghe condizioni di vita di gran parte della popolazione messicana, che vede ogni giorno peggiorare la propria condizione di vita, aumentare la disoccupazione e acutizzarsi la repressione contro qualsiasi protesta; non solo nel Chiapas, ma anche nelle campagne e nelle citta' di tutto il paese. Gli stessi motivi valgono anche a livello internazionale, perche' le politiche economiche che producono tutta questa miseria sono applicate su scala mond iale, sia nel terzo mondo che nei paesi sviluppati, dalle imprese multinazionali, al solo scopo di preservare e au Continua »