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Diario di un viaggio estivo di 15 giorni, nella zona della Germania nord-orientale, che ha coinvolto diversi ragazzi, tra i 16 e 18 anni, di vari paesi europei (Inghilterra, Francia, Germania, Italia, Grecia) in gemellaggio. (10 pg - formato word) ( formato doc)

VOTO: Appunto inviato da greatmaffy

L'INIZIO Relazione del summercamp a Stolberg-Harz , dal 15-7 al 29-7 del 2000. L'INIZIO Si parte. Quest'anno per un'altra meta: la Germania. La partenza è sempre la stessa, le facce ormai conosciute, la stanchezza mista d'entusiasmo delle 6 del mattino, il tran-tran aeroportuale monotono. Ma cambia lo spirito del viaggio: lo spirito di una vacanza è inevitabilmente ogni volta diverso, perché cambiano le persone, i luoghi che si visitano, i nostri stati d'animo, e l'esperienza di un anno di routine. Il CONTESTO fa la differenza. Comincia il resoconto di questa nuova avventura proprio da un aereo, un piccolo Boeing della Lufthansa (“la migliore compagnia aerea del mondo” a detta poi di uno stewart nazionalista tedesco, ma di origine italiana), mentre stiamo sorvolando le terre dell'Allemagne. Sopra le nuvole fa comunque un altro effetto pensare ai luoghi verso cui si è diretti, e scrutare il mondo dall'alto, dietro il vetro di un piccolo oblò, è sempre emozionante. I paesi, le case, le persone, con le loro esistenze e le loro storie, da quassù sembrano solo oggetti in miniatura, un microcosmo che non possiamo neanche sfiorare. Ma per un secondo il pensiero che un giorno, per un motivo qualsiasi, le nostre vite potrebbero intrecciarsi con le vite di quegli esseri lillipuziani fa sentire molto più importanti, più presenti e quasi indispensabili su questo pianeta. Un pensiero forse solo consolatorio, ma in fondo, se ci si crede, profondamente realistico. Anche il campo che ci attende in Germania, infatti, potrebbe esserne un valido, seppur limitato, esempio. Lo scopo, il fine, “the aim”, del viaggio non deve essere mai trascurato: favorire l'incontro dei ragazzi di diverse nazioni e permettere così l'intrecciarsi di nuovi rapporti. E la curiosità o le aspettative celate che animano ogni volta i giovani alla partenza non fanno appunto che testimoniare quest'inconscio desiderio di partecipazione di ciascuno, all'interno di un progetto che si costruisce step by step. BUCHENWALD E WEIMAR Siamo arrivati sabato pomeriggio, e già è martedì: le giornate nei campi estivi passano sempre molto velocemente. Qui al villaggio, poi, si trova sempre come impiegare il tempo nel migliore dei modi: facendo qualche tuffo in piscina (sempre se si è abituati a nuotare in compagnia di rane e anfibi analoghi!), conversando come si può con qualche nuovo ragazzo straniero, approfondendo la conoscenza d'amici già incontrati gli anni precedenti, oppure semplicemente rilassandosi su una tradizionale panchina, nel verde del paesaggio dell'Harz. Il tempo, però, c'è a dir poco ostile, ed è un peccato considerando le numerose attività all'aperto o in uscita che ci vengono proposte. Anche il tempo, però, spesso così freddo e grigio, sembra quasi necessario in una visita importante, e purtroppo triste, come quella al campo di concentramento di Buchenwald. Tutti, a scuola, nella vita, al cinema, o per esperienza personale, hanno sentito parlare del genocidio ebr Continua »

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