31 gennaio 2001 Nel corso delle ultime lezioni di T.I.C. abbiamo avuto la possibilità di effettuare ricerche tramite Internet riguardo ai vari aspetti dell'ecologia. Si è trattato di usare i cosiddetti “motori di ricerca” e, nel nostro caso, anche il servizio on-line di un famoso quotidiano. Noi abbiamo scelto il tema “le crisi di oggi e di ieri”. Ci siamo servite di vari siti a carattere informativo; per ciò che riguarda il passato abbiamo scelto la sciagura di Cernobyl, come esempio di una catastrofe passata che continua ad avere effetto nel presente abbiamo parlato dell'inquinamento del Danubio, infine abbiamo fatto un accenno a quanto sta accadendo nelle Galapagos e delle conseguenze che tale catastrofe potrebbe avere in futuro. CERNOBYL: UNA CATASTROFE PASSATA MA SEMPRE IN AGGUATO Nell'aprile del 1986 saltò in aria il reattore numero quattro della centrale di Cernobyl, in Ucraina, dando vita a quello che può essere considerato il più grande disastro nucleare del mondo, le cui conseguenze drammatiche sono ancora in corso, e lo saranno per almeno alcuni altri decenni. Sono passati 15 anni e i morti sono saliti a decine di migliaia, eppure la sorte di Cernobyl non è ancora segnata. La centrale sovietica (ora ucraina), teatro il 26 aprile 1986 del peggiore incidente nella storia del nucleare civile, è stata oggetto pure quest'anno di commemorazioni, ma l'impegno per la chiusura definitiva entro il 2000 resta legato agli aiuti dell'Occidente: almeno 700 milioni di dollari che non arrivano, dice Kiev minacciando un rinvio. Il numero delle vittime è difficile da stabilire, ma secondo le ultime stime dei governi dei paesi più coinvolti (Bielorussia e Russia, oltre che Ucraina) può essere quantificato in cifre ormai lontane dal totale di 31 persone uccise sul colpo quel 26 aprile di 14 anni fa: fra i 3,5 milioni di individui contaminati nell'ex Urss (sette milioni in tutta l'Europa), negli anni vi sono stati altri 55mila morti e 150 mila invalidi solo contando i cosiddetti “liquidatori”.Senza dimenticare i calcoli che legano alle conseguenze di Cernobyl le patologie che hanno portato in totale alla morte 300 mila persone. E i casi di tumori e deformazioni genetiche tra i bambini causati dalle radiazioni potrebbero ancora aumentare nei prossimi anni.Ciononostante persino nella "zona di esclusione" - gli immediati dintorni della centrale - molta gente è tornata a vivere per mancanza di alternative. E sullo sfondo di un paesaggio spettrale, annichilito dalla tempesta radioattiva del 1986, Cernobyl resta per ora in funzione. Uno dei suoi quattro reattori continua, infatti, a fornire parte dell'energia di cui l'Ucraina ha disperato bisogno. Ogni anno, un piccolo gruppo d'italiani particolarmente sensibili al problema(ambientalisti, medici, europarlamentari, fotografi, giornalisti), si recano sul luogo del disastro, per portare aiuti concreti, organizzare l'ospitalità dei bambini colpiti dalle radiazioni in Italia, vigi Continua »