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Relazione "Da Eraclito a Zenone". (file .doc, 2 pag) ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da martj82

DA ERACLITO A ZENONE DA ERACLITO A ZENONE Eraclito ha una visione quantitativa della realtà. E' un filosofo aristocratico (dal greco: aristos = i migliori) => solo alcuni possono comprendere la verità. I problemi che si pone sono circa l'archè e la legge che regola il mondo. Ragione = logos = legge cosmica che segue un ordine razionale. Lo colpisce la variabilità del mondo sensibile, ossia il divenire. Tutto diviene, quindi cambia. L'archè è il fuoco, simbolo di vita, che è in continuo cambiamento. Tutto diviene perché i contrasti si susseguono. Per lui c'è una legge razionale dietro i contrasti che, fondamentalmente, sono uniti. Eraclito, però, non può essere definito un filosofo del divenire, perché l'archè segue una legge unica (logos) ed immutabile. Pace = morte e morte = vita. Eleatismo: secondo gli eleati solo la ragione ci porta alla verità, mentre i sensi ci allontanano da essa. Per Senofane c'è un Dio unico (a cui attribuisce le stesse caratteristiche che Parmenide attribuisce all'essere), che non assomiglia alle persone e che non può nascere né morire perché dal non essere non può nascere nulla. Senofane critica Omero perché rappresentava un modello educativo e dava una rappresentazione sbagliata degli dei. Parmenide: per Parmenide ci sono due vie:quella della ragione e quella dei sensi. Il pensiero deve cogliere la verità che obbedisce a delle regole che sono le regole del pensiero. Ci sono due principi: d'identità (=> A = A, qualsiasi contenuto è uguale a se stesso) e di non contraddizione (=> A # B qualsiasi contenuto non può essere uguale ad un altro). Ci sono tre piani di verità: ontologico (riguarda l'essere) logico (riguarda il pensiero) linguistico (piano della parola) con la parola esprime il pensiero che ha pensato l'essere (verità) Parmenide è convinto che la verità sia raggiungibile solo con il pensiero e non con i sensi, perché la verità non può avere contraddizioni. Per cui il mondo sensibile NON ESISTE. Il pensiero non può non pensare l'essere, perciò essere e pensiero coincidono. Si attiene ai 2 principi: se il pensiero pensa l'essere e non può pensare il non essere allora l'essere esiste mentre il non essere non esiste (perché esiste solo ciò che è pensato). Di conseguenza l'essere è ingenerato (perché se può essere generato prima non c'era), imperituro (se muore poi non ci sarà), eterno, immutabile ed immobile (perché se si muove o cambia passa da un essere ad un non essere e quello che era ieri diventa non essere => per questo non esiste il mondo sensibile), unico (ossia non esiste il molteplice perché se ci fossero più di un essere un essere non potrebbe essere un altro essere, quindi si ammetterebbe il non essere. Il molteplice non esiste perché mette in contrasto i tre piani. Il non essere scatta quando si pronuncia. Esempio: noi abbiamo l'idea di penna e di libro sui primi due piani, ma quando li pronunciamo libro non è penna, quindi scatta il non essere), omogeneo (non ha parti), finito (perché il finito è perfe Continua »

TAG: parmenide
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