Le Forme E Le Trasformazioni Di Energia - Appunti di Ricerche gratis Studenti.it

Le forme e le trasformazioni di energia: Relazione sulle forme di ebergia, dall'energia solare, quella eolica a quella nucleare. (2 pagine, formato owrd) ( formato doc)

VOTO: 3 Appunto inviato da flo79

Untitled DALLA FORZA DEI MUSCOLI ALL'ENERGIA NUCLEARE La prima fonte d'energia di cui l'uomo si è servito è stata quella dei propri muscoli, a sua volta derivante dall'energia chimica degli alimenti. La utilizzava per procurarsi cibo raccogliendo piante e cacciando animali e per difendersi dai nemici. Divenuto agricoltore e allevatore, l'uomo imparò ad utilizzare anche l'energia muscolare degli animali e a trasformarla in lavoro. In questo modo, oltre a faticare di meno, sfruttava una forza, quella degli animali, assai superiore alla sua: la forza di tiro di un cavallo equivale, con molta approssimazione, a quella di sette uomini. Per millenni furono queste le uniche fonti d'energia utilizzate dall'uomo per costruire edifici e strade, per coltivare terreni e trasformare l'ambiente: i propri muscoli e gli animali. Solo dopo molto tempo l'uomo imparò ad utilizzare anche altre fonti naturali d'energia: ad esempio il calore sviluppato dai raggi del sole o dal fuoco per essiccare o cuocere i cibi e lavorare i metalli; e questa situazione durò per tutta la preistoria e per gli albori della storia. Ai tempi dei Greci e dei Romani, ad alleviare la fatica fisica dell'uomo cominciò a contribuire anche l'energia idrica ricavata dall'acqua. Essi, infatti, avevano imparato ad utilizzare la ruota idraulica per azionare i mulini e macinare i cereali: operazione, quest'ultima, che in precedenza veniva effettuata sfruttando l'energia muscolare di due uomini o di un animale da tiro. I primi mulini risalgono al primo secolo avanti Cristo, ma perché l'uomo riesca a sfruttare consistentemente l'energia idrica occorre aspettare fino al Medioevo. Allora le ruote idrauliche vennero impiegate per la prima volta per muovere i magli e i mantici delle botteghe dei fabbri, per azionare filatoi e altre macchine per la lavorazione dei tessuti, per mettere in movimento seghe idrauliche per il taglio dei tronchi d'albero, per preparare la pasta di legno nelle cartiere. Notevole importanza ebbe anche lo sfruttamento dell'energia eolica ricavata dal vento; la prima utilizzazione fu nelle barche a vela e poi nei mulini a vento, i più antichi dei quali risalgono attorno al VII secolo d.C. Attraverso la ricerca tecnologica, già nell'antichità l'uomo era riuscito a diminuire anche notevolmente la fatica fisica legata al lavoro grazie a dispositivi capaci di sviluppare una forza molto superiore alla sua: basta pensare alle invenzioni della vite senza fine di Archimede(III secolo a.C.), al piano inclinato, alla carrucola, ai paranchi. Addirittura, nel Rinascimento, alcuni scienziati progettarono dispositivi e macchine che, sulla carta, erano in grado di sostituire completamente (o quasi) l'energia muscolare dell'uomo: però molte di quelle intuizioni, pur avendo una loro validità teorica, si potevano realizzare solo molto più tardi, nel nostro secolo: è il caso, ad esempio, di alcuni progetti di Leonardo da Vinci che hanno anticipato l'invenzione della bicicletta, dell'automobile, dell' Continua »

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