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Scienza, etica e società.: Nel corso della storia la vocazione della scienza è stata spesso quella di andare contro natura. Nell’ultimo mezzo secolo la medicina, ad esempio, ha fatto progressi che sembravano impossibili. (3 pg - formato word) ( formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da greta

La scienza e lo sviluppo tecnologico, al termine di un faticoso e tormentato cammino di congetture, confutazioni e approssimazioni successive, hanno spesso prodotto mostri come Iroshima, Seveso o Chernobyl, come le malattie del lavoro o la degradazione d SCIENZA, ETICA E SOCIETÀ Nel corso della storia la vocazione della scienza è stata spesso quella di andare contro natura. Nell'ultimo mezzo secolo la medicina, ad esempio, ha fatto progressi che sembravano impossibili. Le utopie di ieri oggi si acquistano in farmacia; basti pensare al Viagra, reclamizzatissima pillola contro l'impotenza. In questo secolo l'uomo in campo scientifico e tecnologico ha compiuto un gran numero di scoperte, come forse non era mai accaduto prima in tutta la storia dell'umanità, che hanno contribuito ad aumentare il benessere e la qualità della vita. La scienza e lo sviluppo tecnologico hanno, però, spesso prodotto mostri come Iroshima, Seveso o Chernobyl, come le malattie del lavoro o la degradazione dell'ambiente naturale, come l'ermafrodita prodotto da un'applicazione sbagliata delle tecnologie dell'ingegneria genetica, come i pericoli che dai laboratori che applicano le tecnologie della biologia molecolare possa uscire qualche germe infettivo incontrollabile o che si possa concepire e realizzare la modificazione del patrimonio genetico dell'umanità per produrre super-individui o sub-individui. Lo spettro più spaventoso prodotto dalla scienza, oggi, è quello della clonazione applicata all'uomo, ossia la riproduzione in fotoco­pia degli esseri umani. La pecorella "clo­nata" è diventata il simbolo di un futuro pericoloso che potreb­be modificare radicalmente, e in maniera imprevedibile, la vita stes­sa dell'uomo e il patrimonio geneti­co dell'umanità. Viene spontaneo il parallelo con la bomba atomica: si scopre d'un tratto che dalla ricerca scientifica, che allarga le conoscenze dell'uo­mo, si può passare rapidamente ad un'applicazione tecnologica che sconvolge la realtà. Dal laborato­rio dell'apprendista stregone nasce una potenza devastante, un mo­stro incontrollabile, l'incubo di Ju­rassic Park. Chi manterrà il timo­ne della navicella impazzita? Poi, nel giro di pochi giorni, le pagine dei giornali si sono riempi­te di altre notizie sconcertanti: gli uteri trasformati in incubatrici, le nascite programmate, l'ingegneria molecolare, il trapianto di cellule cerebrali da un embrione all'altro, il commercio di cellule germinali maschili e femminili, le fecondazioni spesso più artificiali che assi­stite; il concepimento, che pur è voluto per amore, risulta però stac­cato da quell'insostituibile atto di amore che è alla sorgente della vita nascente secondo natura. Certo, la clonazione, cioè la ri­produzione di un essere vivente non attraverso la complementari­tà dei due sessi ma tramite la mol­tiplicazione di cellule che conten­gono le stesse informazioni geneti­che e dunque possono dar luogo a individui-fotocopia, i “cloni”, sta­volta è stata compiuta su mamm Continua »

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