bkhghjtjyrftruughgj Introduzione In questi ultimi tempi una serie di avvenimenti politici, economici ed istituzionali ha portato alla ribalta una regione d'Europa che in passato era stata luogo di frizioni di interessi contrastanti. Il Friuli-Venezia Giulia (appendice più orientale del prospero nord-est d'Italia), la Carinzia (land meridionale dell'Austria, se non addirittura il Paese nella sua interezza) e la Repubblica di Slovenia (ponte fra i tumultuosi Balcani e l'Europa centrale): sono queste le tre attuali realtà istituzionali che, dopo un passato fatto di contrasti, oggi sembrano puntare a costituire una di quelle macroregioni su cui l'assetto della claudicante Unione Europea in futuro dovrebbe strutturarsi. In tale zona, che d'ora in poi per la sua ubicazione geografica possiamo chiamare alpeadriatica, si sta già attuando una serie di iniziative omogenee (“Senza Confini-Ohne Grenze-Brez Meja” comitato promotore per la candidatura alle Olimpiadi invernali, finanziamenti europei del fondo Interreg ad esempio), ma può essere interessante vedere come si è giunti a questa situazione, quali siano le sue prospettive future e quali gli interessi in gioco. Primo passo di questo percorso sarà un accenno alle vicende storiche che hanno caratterizzato questi luoghi nel corso del secolo che ci stiamo lasciando alle spalle, evidenziando come gli eventi siano stati la conseguenza di tre contrastanti motivazioni geopolitiche: dell'Italia verso est, del mondo tedesco verso il Mare Adriatico e di quello slavo per mettersi in contatto con i traffici marittimi adriatici. Quindi una disamina degli assetti politici delle tre entità facenti parte della regione alpeadriatica, anche per poter fare infine delle proiezioni in chiave futura sul destino di quest'area. Profilo storico Prima Guerra Mondiale. L'alba del XX secolo vede Venezia Giulia, Austria e Slovenia inglobate nel traballante Impero Asburgico, impegnato più a sud a consolidare le sue posizioni a discapito della Russia zarista nelle regioni che gli Ottomani stanno perdendo (Guerre Balcaniche). Ma focolai di sommovimenti covano sotto la cenere. Il consolidarsi di una Grande Serbia di religione Ortodossa dà fiato alle teorie del cosiddetto panslavismo, che deve fare i conti oltre che con l'invadente vicino asburgico anche con una radicata presenza mussulmana, retaggio della passata dominazione turca (Bosnia, Albania). L'Italia guarda ad est, tanto per completare la sua unificazione territoriale a spese di Vienna (Trento, Trieste, Gorizia, Istria, Fiume e Dalmazia), tanto per partecipare alla spartizione della penisola balcanica (Albania). L'assassinio dell'erede al trono asburgico Francesco Ferdinando a Sarajevo (28 giugno 1914) dà il via alla Terza Guerra Balcanica fra Austria-Ungheria e Serbia, che, con una reazione a catena, sfocia nella Prima Guerra Mondiale. Russi e Francesi confermano la loro tradizionale amicizia nei confronti dei Serbi, Bulgari e Turchi intendono rispettivamente ingr Continua »