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La selezione naturale: Tesina sulla teoria di Darwin. ( 4 pag - formato word ) ( formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da bulletproof

Origine della Specie La selezione Naturale Dall'osservazione di individui di una stessa varietà (piante o animali) si nota che le differenza fra gli animali domestici sono più accentuate rispetto a quelle di individui della stessa varietà allo stato selvatico. Le variazioni delle condizioni di vita che influenzano tali diversità sono: -la natura dell'organismo e le condizioni esterne (azione diretta) -il condizionamento sul sistema riproduttivo (azione indiretta). Molte specie in cattività si accoppiano ma non si riproducono perché il loro apparato riproduttore è condizionato da cause anche lievissime. La modificazione di alcuni organi è dovuta agli effetti dell'uso (ad esempio le mammelle delle mucche da latte nei paesi in cui vengono munte) Quando importanti cambiamenti nell'embrione comportano cambiamenti nell'animale adulto si parla di variazione correlata, per esempio gatti bianchi con occhi azzurri sono generalmente sordi (correlazione fra parti distinte). Alcune particolarità riappaiono, senza determinate leggi, nelle generazioni successive per l'ereditarietà. Se individui domestici tornano allo stato selvaggio ( reversione) essi riacquistano gradualmente i caratteri originari della loro razza e quindi non si possono studiare razze selvatiche partendo da quelle domestiche. Le razze domestiche della stessa specie differiscono l'una dall'altra nello stesso modo in cui allo stato naturale differiscono specie del medesimo genere. Le razze dei colombi domestici con caratteristiche assai diverse derivano da una sola razza, colombo torraiolo, perché sarebbe improbabile che, se non ne fossero varietà sarebbero dovute discendere da sette o otto ceppi selvatici. Questi ipotetici ceppi primitivi o sarebbero del tutto sfuggiti all'osservazione degli ornitologi, o si sarebbero dovuti estinguere allo stato selvatico. Fin dall'antichità l'uomo ha sempre allevato animali e piante domestici selezionandoli secondo le proprie necessità e facendo accoppiare gli individui che più rispondevano a questo uso ottenendo così animali o piante sempre più pregiate. Anche la pratica di accoppiare razze domestiche con specie selvatiche ha generato individui più resistenti e più produttivi. La selezione inconscia deriva dal desiderio di un allevatore di possedere e moltiplicare i migliori individui della propria specie senza aver l'intenzione di cambiare la razza in modo permanente. L'impiego sistematico di questo metodo ha prodotto tuttavia lenti e graduali cambiamenti che a distanze di generazioni ha creato razze diverse. Il potere selettivo dell'uomo si è sviluppato dove c'era un numero elevato di animali o piante perché un gruppo ristretto di individui si riproduce qualunque sia la qualità e questo impedisce la selezione. L'uomo può agire solo sui caratteri esterni e visibili, la sopravvivenza del più adatto può agire su qualsiasi organo interno a vantaggio dell'organismo. Le varietà non possono distinguersi dalle specie se non esiste fra di loro in primo luogo una Continua »

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