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Ricerca sull'attività vulcanica alle Isole Eolie. (documento doc 10 pagg.) ( formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da ugenio

Attività vulcanica alle Eolie Le Eolie sorgono dal mare come visioni incantate: orizzonti infiniti, meravigliosi colori danno, soprattutto nelle giornate di brezza marina, un intensa suggestione alle albe ed ai tramonti. Scogli vulcanici che emergono dalle acque e si innalzano al cielo, ricamati e traforati come antichi preziosi pizzi, castelli medievali, truci cavalieri che compaiono all'improvviso, sembianze di animali e di mostri: il tutto crea, particolarmente al calar della sera, un mondo magico. Rocce scoscese si alternano a valloni a volte tormentati, a volte lisci, sempre definiti da altre pareti, che cadono a strapiombo sul mare: montagne vulcaniche ammantate di colori che vanno dal rosso e giallo dello zolfo, al nero dell'ossidiana, al bianco della pomice. Improvvise vedute di coste inaccessibili, innumerevoli grotte di un azzurro intenso, profondo, piccole pittoresche insenature formate da acque chiare e trasparenti come cristallo. Le Isole Eolie sono il regno incontrastato di Efesto. Qui sorgono i vulcani, qui il fuoco sgorga dalla terra e dal mare; qui le forze primigenie della natura- aria, acqua, terra, fuoco,- si manifestano con evidenza continua. L'acqua ribolle, esalazioni gassose sgorgano dalle fenditure delle rocce; Stromboli scoppia, di momento in momento, con esplosioni di fuoco che ricreano in chiunque vi assista quel senso del tremendum che un tempo rendeva gli uomini devoti agli dei. L'arcipelago eoliano, o arco delle Eolie, è una struttura molto più complessa ed articolata di quanto appaia al normale turista che normalmente ne vede soltanto la parte superficiale ignorandone quasi completamente tutta la porzione sommersa. La formazione dell'arco delle Eolie è legata ad una successione di eventi geologici la cui comprensione rende necessario fare un passo indietro e risalire alla genesi della catena appenninica e del mar Tirreno. La catena appenninica è costituita innanzitutto da due sistemi arcuati: quello dell'Appennino settentrionale e quello formato da Appennino Meridionale ed Arco Calabro-Peloritano. Questi due grandi sistemi si raccordano al piccolo blocco dell'Appennino Centrale mediante due grandi lineamenti tettonici trasversali funzionanti da cerniera: la linea Ancona-Anzio (a nord) e la linea Ortona- Roccamorfina (a sud). La preistoria della catena si può far risalire a quando tra le paleo-placche europea ed africana si contrapponeva lo stretto di Gibilterra si contrapponeva lo stretto bacino oceanico ligure - piemontese che a causa dell'apertura del settore centrale dell'oceano atlantico comincerà a chiudersi con subduzione di crosta oceanica favorendo l'avvicinamento tra la placca adriatica e la placca iberica. La conseguenza di questo avvicinamento è la formazione del sistema Alpi - Appennini. Bisogna sottolineare che allora l'ubicazione della protocatena non coincideva assolutamente con quella della futura catena appenninica. In seguito si verificò una rotazione del blocco sardo - corso che provocherà della Continua »

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