Diritto dell'arbitrato: Ampio testo riguardante il diritto dell'arbitrato, incluso arbitrato internazionale (formato word pg 45) ( formato doc)

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I TIPI DI ARBITRATI NEGLI ORDINAMENTI ITALIANI 1 1. I TIPI D'ARBITRATI NEGLI ORDINAMENTI ITALIANI L'arbitrato è un processo privato, volto ad una giustizia alternativa rispetto a quella cognizione somministrata dal giudice statale. Ha per oggetto controversie su posizioni e pretese giuridiche, si svolge innanzi ad un privato, l'arbitro, con la partecipazione dei litiganti, in contraddittorio; Mette capo ad una disposizione dell'arbitro vincolante fra le parti. Quindi il processo arbitrale è instaurato da due o più soggetti, i quali invece di sottoporre la loro controversia sui diritti ai giudici dello Stato, la deferiscono ad uno o più privati, gli arbitri, innanzi ai quali si svolge il contraddittorio fra i litiganti. Il processo si conclude con una disposizione (il lodo) con cui l'arbitro impone alle parti un assetto sostanziale, previa (ri) cognizione, da parte del medesimo, dei presupposti della propria volizione. Questo poter scegliere tra privati costituisce manifestazione dell'autonomia di diritto privato nella gestione del patrimonio. Nel nostro ordinamento sono presenti diversi tipi d'arbitrato. Un primo tipo è quello rituale, e questo significa che oltre ad essere regolata dal codice, contempla oltre all'efficacia del lodo fra le parti, l'omologazione del lodo ossia riconoscimento del medesimo, da parte dei giudici dello Stato, degli attributi propri della sentenza statale. Un altro tipo d'arbitrato è quello internazionale, ed esso costituisce una species dello stesso arbitrato rituale, quella contraddistinta da ciò che almeno una delle due parti risieda, o abbia sede, non già in Italia, ma all'estero, o che la controversia riguardi un rapporto con prestazione da eseguirsi in gran parte all'estero. Oltre all'arbitrato rituale e internazionale vi è anche l'arbitrato irrituale o libero e si distingue da quello rituale non per natura diversa ma perché le parti, mentre si vincolano a ciò che l'arbitro disporrà con il lodo, non contemplano l'eventuale omologazione del medesimo e cioè il riconoscimento del lodo, da parte dello Stato, alla stregua della sentenza civile. 2 2. FONDAMENTI DELL'ARBITRATO L'arbitrato si conferma come processo ed è un processo di natura privatistica. Esso concerne sia l'arbitrato rituale che quell'irrituale. La processualità dell'arbitrato rituale è riconosciuta. Però esso non svolge la stessa efficacia della sentenza statale e nemmeno si può parlare di giudicato. La natura e l'efficacia privatistica del lodo esclude che, se fino a quando esso non sia omologato, lo spettro della sua efficacia possa ragguagliarsi a quello della sentenza. E nemmeno si può affermare che il lodo consiste in un accertamento; la sentenza è da ascrivere al genere delle violazioni e altrettanto deve ripetersi quanto al lodo. Sia giudice che arbitro devono previamente procedere alla (ri) cognizione del rapporto oggetto di controversia, all'esito entrambi dispongono, cioè impongono con la loro volontà un determinato assetto sostantivo. Cmq o Continua »

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