Durkheim: Uno sguardo alle opere maggiori e ai temi trattati escluso "Il suicidio". (6 pag - formato word) ( formato doc)

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Giovannella Sallemi matr Giovannella Sallemi matr. 253045 Facoltà di Scienze Politiche Università di Catania INDICE La divisione del lavoro sociale (1893) Le regole del metodo sociologico (1895) Le forme elementari della vita religiosa (1912) Sociologia e filosofia (1896-1911) La sociologia e l'educazione (postumo) Il socialismo (postumo) Il crimine, fenomeno normale Anomia La divisione del lavoro sociale Questo è il primo libro di Durkheim e precisamente è la sua tesi di dottorato. Il tema caratterizzante questo libro è il tema centrale del suo pensiero, quello della relazione tra gli individui e la collettività. Divisione del lavoro che non è quella tecnica vista da Smith ma una divisione sociale, cioè una divisione in classi con funzioni specifiche in collaborazione tra loro. Nessuno è più autosufficiente tutti hanno bisogno di offrire la loro specializzazione in cambio delle altre necessarie al sostentamento. La macchina della società è dunque indispensabile alla collaborazione fra uomini, alla loro unità. Se i valori scambiati non si bilanciano vuol dire che è necessario l'intervento di una forza estranea, di una pressione che viene esercitata dalla società. Solo l'assoluta uguaglianza delle condizioni esterne potrebbe evitare tale pressione o costrizione, uguaglianza che è una uguaglianza di opportunità: tutti gli uomini devono poter correre nella gara sociale muovendosi dallo stesso nastro di partenza in modo da andare ad occupare nella griglia sociale il posto corrispondente alle loro facoltà. Il compito della società, se le si vuole attribuire una funzione regolatrice, è quello di superare le ineguaglianze naturali per pervenire ad un'eguaglianza artificiale in cui a tutti sia dato modo di partecipare attivamente. All'aumento della divisione e della specializzazione corrisponde la necessità di una collaborazione più fitta. Nessun individuo può più vivere separatamente come nelle società semplici. Qui sta il paradosso: la massima divisione del lavoro, a cui corrisponde la massima divisione in classi, porta alla massima solidarietà fra disuguali piuttosto che al conflitto. Ma tutto ciò non fa altro che portare alla luce un problema che anche Marx aveva sottovalutato e cioè che nella divisione tecnica del lavoro sono implicite la coercizione e l'alienazione, per cui le radici della disuguaglianza derivano proprio da essa e non solo dalla proprietà privata o da differenze naturali. La soluzione del problema va dunque aldilà della semplice abolizione della proprietà privata come predicato da Marx.. La costituzione della società come organismo basato sul consenso è spiegata dall'autore tramite la distinzione tra due forme di solidarietà: - la solidarietà meccanica che è basata sulla somiglianza, nel senso che quando questa domina in una società, gli individui differiscono poco gli uni dagli altri perché provano gli stessi sentimenti e accettano gli stessi valori. La coscienza collettiva corrisponde alle coscienze individuali e l'esistenza è g Continua »

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