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La teoria semantica di Patrizia Violi è esposta nel libro Significato ed esperienza, del 1997; in esso vi sono evidenti richiami echiani. (5 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastellastella Appunto inviato da sara87licia

Untitled La teoria semantica di Patrizia Violi è esposta nel libro Significato ed esperienza, del 1997; in esso vi sono evidenti richiami echiani. Essa pone al centro della semantica l'esperienza e, come già affermato da Eco, la conoscenza del mondo, altri punti in comune con il filosofo piemontese sono l'alto significato attribuito all'inferenza, alle frames, e alla coesistenza di regolarità e variazione nei fatti semantici. Violi definisce il significato come: Il rapporto che ogni elemento linguistico intrattiene con altri; Un concetto, un'immagine mentale a cui un'espressione è collegata nella nostra mente; Un'entità. Tali approcci al significato corrispondono alla semantica referenziale, alla semantica strutturale e a quella cognitiva. Il progetto della semantica referenziale prende vita grazie alla filosofia analitica del linguaggio, che si sviluppa nel modo anglosassone a partire dall'inizio del secolo, e, che si caratterizza per tre tratti: Uno stile minuzioso e preciso; Considerazione del linguaggio come un elemento importante, nel bene e nel male, del lavoro filosofico; Stile filosofico rigoroso, basato su ragionamenti argomentazioni esplicite, controesempi,ecc…. I tratti caratterizzanti di questa tradizione sono l'antipsicologismo e il referenzialismo; da un lato, infatti, la semantica filosofica non ha interesse a quanto accade nelle mente, mentre da un altro, pone al centro del suo progetto il referenzialismo, ossia il rapporto tra il linguaggio e il mondo, ed in questa prospettiva il significato diviene la capacità dei singoli termini di riferirsi a entità extralinguistiche e a quella degli enunciati di asserire determinati stati di cose, che potranno essere veri o falsi. Dunque, in questo tipo di approccio la nozione di verità, risulta centrale, Wittgeinstein sosteneva che capire un enunciato significa capire le sue condizioni di verità, ossia le corrispondenze che si instaurano tra il linguaggio e gli stati del mondo esterno. La relazione tra la lingua e il mondo esterno è teorizzata in due maniere: con e senza mediazioni. Il rapporto senza mediazioni sostiene che i nomi propri sono direttamente collegati ai propri referenti in virtù di una sorta di battesimo iniziale, sulla base del quale si stabilisce una designazione rigida che funziona in tutti i mondi in cui l'individuo esiste. Il rapporto mediato invece, ha posto la distinzione tra senso (sinn) e denotazione (bedeutung), qui il senso è il modo in cui un'espressione designa il proprio referente, ed è grazie al senso di un'espressione che arriviamo ad afferrarne la denotazione Marconi sostiene che il paradigma dominante della filosofia del linguaggio novecentesca sia la somma di tre tesi che, vanno a confermare, in modo netto, il referenzialismo e l'antipsicologismo della Violi, e che, possono essere cosi riassunte: il significato di un enunciato dichiarativo si identifica con le sue verità, e il significato di un'espressione subenunciativa è il suo contributo alle cond Continua »

TAG: semantica
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