Conversione A/D di un PIC: Cenni teorici sui convertitore analogico digitali; il fenomeno dell'aliasing; Il convertitore analogico digitale nel pic; Software per la conversione analogico digitale nel pic; analisi delle istruzioni utilizzate (10 pagine formato doc)
VOTO: 5
Appunto inviato da
cla09
L'esperienza effettuata in laboratorio si è articolata in tre fasi:
- la prima fase consisteva nel realizzare l'algoritmo ed il relativo codice, scritto nel linguaggio compreso dai PIC, di un software che convertisse una tensione analogica di ingresso in un dato digitale da rappresentare in uscita attraverso dei led;
- la seconda fase consisteva nel programmare il PIC utilizzato attraverso il programmatore e nel progettare la parte hardware in modo tale da funzionare al meglio (scegliere componenti da utilizzare, ecc.), e realizzarlo in pratica;
- la terza fase consisteva nel testare il circuito realizzato in precedenza, verificarne il corretto funzionamento e rilevare le coppie di valori composte dalla tensione di ingresso ed il dato digitale di uscita, rilevato attraverso i led, per poi rappresentarle su un grafico.
- CENNI TEORICI SUI CONVERTITORE ANALOGICO/DIGITALE
I convertitori analogici/digitali sono dei circuiti elettronici in grado di convertire una grandezza continua, ad esempio una tensione, in una serie di valori discreti.
Caratteristica fondamentale di un convertitore A/D è la
risoluzione . Essa sta ad indicare il numero di valori discreti che il convertitore può produrre. È espressa generalmente in bit ma può essere espressa elettricamente in volt; in quest'ultimo caso è pari alla minima differenza di
potenziale tra due segnali che vengono codificati con due valori discreti adiacenti.
Per calcolarla basta effettuare il rapporto tra il range di valori assunti dal segnale continuo ed il numero dei livelli di quantizzazione, cioè il numero massimo di valori discreti che si può avere a seconda del numero di bit che andranno a comporre il numero frutto della conversione.
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