La storia dell'Hacking

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Dalla nascita dell'Hacking fino al mondo attuale dell'Hacker (11 pagine formato doc)

Tutto inizio' nell'inverno del 1958-59 in un club del Massachusetts Institute of Technology, IL THEC MODEL RAILROAD CLUB Tutto inizio' nell'inverno del 1958-59 in un club del Massachusetts Institute of Technology, IL THEC MODEL RAILROAD CLUB. C'erano due gruppi all'interno del Tmrc: un gruppo costruiva e dipingeva modellini di determinati treni di valore storico o affettivo, oppure creava scenografie realistiche per la rete. Un altro gruppo girava intorno al S&P, la sottocommissione per lo studio dei segnali e dell'energia del club, e si preoccupava di più per quello che accadeva sotto il modellino ferroviario. I membri del S&P erano ossessionati dai cavi, dai relè e dai commutatori che facevano funzionare il sistema. Gli studenti avevano principalmente il problema di procurarsi i pezzi, far funzionare insieme apparecchiature che non avevano nulla in comune, e proprio cosi' posero le basi di un fenomeno destinato a diffondersi in tutto il mondo. All'interno del club si usava un linguaggio molto particolare, in modo che se una persona estranea al club si fosse intrufolata nelle loro discussioni non sarebbe riuscita a capirci nulla. Quando un pezzo di un marchingegno non funzionava era (munged), uno che insisteva a studiare nei corsi era un (tool), la spazzatura era detta (cruft), un progetto intrapreso o un prodotto costruito non soltanto per uno scopo specifico ma che portasse con se il piacere scatenato della pura partecipazione era detto (hack).I più produttivi tra quelli che lavoravano al Signal and Power si definivano con grande orgoglio (hacker). Gli hacker credono nella possibilità d'imparare lezioni essenziali sui sistemi e sul mondo, smontando le cose, e osservando come funzionano, usando questa conoscenza per creare cose nuove, ancor più interessanti. Secondo questi ultimi, tutta l'informazione deve essere libera. Detestano qualsiasi persona, barriera fisica o legge che tenti d'impedirglielo. Questo e' vero soprattutto quando un hacker vuole aggiustare qualcosa che e' guasta e necessita di miglioramento. I sistemi imperfetti fanno infuriare gli hacker, il cui istinto primario e' di correggerli. I membri dell'S&P procuravano il loro materiale nei magazzini del MIT, preferendo la notte per non essere scoperti. Si sentivano discepoli a vita dell'hands-on imperative, l'imperativo di metterci su le mani, un principio che e' alla base dell'Hacking. Questi ultimi, scoprirono che nella stanza EAM del palazzo 26 del MIT, vi era un IBM 704, per allora il sogno di tutti gli amanti dell'elettronica, in quanto il primo computer che provasse ad imitare la mente umana, ma non potendo giungere fino ad esso, si limitarono a studiarne la funzionalità'. Fu grazie a uno dei vecchi membri del TMRC, che gli Hacker riuscirono a poter lavorare su un computer (il TX - 0), che si trovava anch'esso nel palazzo 26 del MIT, ma a differenza dell'IBM704, intorno al TX-0_ non vi era lo stesso timore di burocrazia. Di regola il TX-0 era mantenuto in funzione 24 ore su