PASSAGGIO AL FUTURO - Morcellini - PARTE PRIMA INTRODUZIONE Posto che oggi il fenomeno comunicativo si è riccamente allargato, è necessario ridefinire la socializzazione alla luce di tali cambiamenti. E come si sottolinea nel nostro testo di analisi c'è bisogno di un ripensamento/riadattamento radicale della definizione di processo di socializzazione in uno scenario capace di valorizzare le numerose e ricche novità educative del moderno. Capitolo 1: Fine della trasmissione. La sociologia oltre i paradigmi classici. Sappiamo bene che le fasi della vita oltre che di natura biologica sono anche di natura sociale. Il fatto di partecipare dalla nascita alla morte a tutta una serie di interazioni con gli altri, è socializzazione. Essa è vista come un processo grazie al quale ai membri di un gruppo vengono trasmessi norme, valori ed atteggiamenti condivisi dal gruppo stesso. Ciò che viene sistematicamente enfatizzato è il primato della società sull'individuo. Un processo, dunque, essenzialmente verticale e gerarchico. Basta ricordare ad esemplificazione di quanto fino a questo momento detto, che per Parsons e Durkheim l'interiorizzazione delle norme sociali da parte dell'individuo rappresenta la garanzia di stabilità del sistema. Tra i paradigmi classici più “morbida” è di sicuro la posizione di (ad es.) Piaget che inserisce anche l'aspetto della cooperazione come caratteristica dei rapporti sociali. O, ancora, la posizione di Merton che riconosce agli individui, nonostante il possesso di caratteristiche sociali omogenee il diritto di non essere comunque e in ogni caso orientati verso valori comuni, riconoscendo a essi una certa autonomia. Tra l'altro, altri autori del pensiero sociologico, (vd. Parsons) hanno negativizzato in toto la ribellione che invece per Merton rappresenta un'alternativa funzionale (egli non dà per scontate l'integrazione e la stabilità). Pian piano, però, il concetto di socializzazione va perdendo la sua dimensione strettamente verticale per aprire al soggetto un nuovo scenario. Così, per Mead l'individuo è coinvolto in processi di socializzazione e di comunicazione che egli stesso contribuisce a trasformare. Per Max Weber l'individuo, all'interno della struttura sociale da cui dipende, mantiene la sua autonomia. Infine, la più chiara prospettiva interpretativa in tal senso è quella degli interazionisti simbolici tra i quali ricordiamo Blummer, per il quale è da sottolineare l'aspetto attivistico dell'individuo capace di creare e ricreare ruoli sociali. Capitolo 2: La sociologia in mezzo al guado. La difficile attualità dei paradigmi. Entrambi i punti di vista, e quello funzionalista che va da Durkheim a Parsons e a Merton e quello interazionista, (sviluppo, potenzialità dell'individuo) appaiono comunque inadeguati quali esclusivi orientamenti interpretativi del processo di sociologia. Data la pluralizzazione dei modi di vita, in continua evoluzione, vi è un processo di sociologia aperto, transitorio e soggetto a con Continua »