La Prima Metà Del Novecento - Appunti di Storia Contemporanea gratis Studenti.it

La prima metà del Novecento: Approfondimento di storia molto completo sulla prima metà del XX secolo, fino alla fine della seconda guerra mondiale (31 pagine formato doc)

VOTO: 5 Appunto inviato da pilar19841

I meccanismi capitalistici iniziavano a intravedere le prime difficoltà, di cui si fece carico la società fabiana , che denunciò l'intreccio tra concentrazione delle imprese e sviluppo del colonialismo; in particolare analogie tra l'espansionismo territoriale delle potenze europee e le attitudini che avevano preceduto il crollo di imperi come quello persiano o di Alessandro Magno, di qui la definizione di imperialismo. Destava preoccupazione la concentrazione di interi affari in giganti della finanza in grado di attuare un controllo monopolistico o oligopolistico (insieme ad altre poche imprese) su interi comparti del mercato annullando il meccanismo del libero mercato e del principio liberistico, inoltre suscitava perplessità la loro influenza sui governi per imporre scelte politiche favorevoli ai loro interessi svuotando la democrazia parlamentare, in più c'erano crescenti tensioni dovute alla spartizione del continente africano.

Si assommarono tre crisi nel 1901, 1907, 1913, l'ultima la più grave, ormai solo le imprese più forti potevano soddisfare i bisogni del mercato, e solo a loro erano possibili campagne aggressive di commercio, come l'invasione di mercati esteri con drastico abbassamento dei prezzi di vendita che compensavano con il guadagno di maggiorazioni di prezzi che avevano all'interno su cui avevano il monopolio, per esempio l'industria siderurgica tedesca abbassò del 50% il prezzo dell'acciaio sul mercato italiano, lo vendeva sottocosto per sbaragliare la concorrenza. Nacquero così poderosi colossi industriali come Rockfeller petrolio in USA, o Krupp acciaio in Germania.

Questo era frutto di fusione tra imprese concorrenti che arrivava a diversi livelli: pool era un'intesa temporanea tra imprese di uno stesso settore che in un momento smettevano di farsi concorrenza e stabilivano prezzi comuni di vendita, poi il cartello per cui venivano uniformate politiche finanziarie e poi il trust , intesa più stretta, a livello orizzontale tra aziende dello stesso ambito produttivo o verticale che effettuavano fasi complementari di un prodotto (estrazione mineraria, siderurgia e meccanica), infine le holding , centri finanziari colossali in cui la società madre controllava i pacchetti azionari di immense società figlie operanti in vari settori organizzando una politica comune. Il fiume di capitali che gestivano questi colossi era a vari livelli, di profitto in attività imprenditoriali, di rendita in titoli di stato e di speculazione.
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