Ciò che deve fare lo storico: - interpretare, criticare - guardare con molta attenzione e analizzare le fonti, notando le eventuali contraddizioni che sicuramente possono nascere dalla loro lettura - il passato è sempre un qualcosa da scoprire, non è mai chiaro, limpido e lineare - porre molta attenzione alle autobiografie, che mai possono essere considerate fonti sicure di ricostruzione storica (fare sempre dei confronti) - non esistono solo fonti prettamente storiche, ma anche letterarie o particolari (es. matrimoniali, processuali…) Le fonti involontarie sono sempre le più preziose e veritiere - il tempo è da considerarsi molteplice, poiché le dinamiche per delineare gli avvenimenti sono tante. - L'avvenimento è spesso ciò a cui i media danno importanza, spesso confondendo e tralasciando fatti apparentemente privi di rilevanza Un esempio di fatto storico che ha provocato, e provoca tuttora, disaccordi e contraddizioni è la 1° guerra mondiale, per la quale esistono fonti e interpretazioni diverse sull’evento scatenante. I soggetti della storia spesso cambiano col passare del tempo: se fino a qualche anno fa si poteva parlare di classe operaia, adesso si parla di classi operaie. La storia spesso è collegata, è congiunte ad altre discipline, con le quali avviene una dialettica di interscambio continua e spesso fruttuosa (es. demografia o antropologia..) Per concludere possiamo affermare che poiché la storia non è mai definitiva, mai esaustiva, a sempre e solo indicativa e soggetta a interpretazioni diverse, c’è in gioco la soggettività. La storia contemporanea è legittima solo da pochi anni proprio perché la soggettività è inevitabile (anche perché è stata molto politicizzata, e per questo difetta di una chiarezza e ragionevolezza oggettiva) Continua »
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