Alla fine del XIX secolo l'Europa orientale si presentava, ormai da qualche decennio, come un'area instabile, dovuta alla sua arretratezza economica, comporterà una rottura in cui fattori nazionali, economici, sociali, religiosi, politici, ed ideologici che formarono un grande punto di crisi nell'impero ottomano. Il progressivo disfacimento dell'impero ottomano fu dovuto ad una serie di fattori quali un tentativo di modernizzazione ed alla perdita di varie nazioni come la Serbia.
L'altro punto di crisi era l'impero russo. Questo teso a compensare con l'espansione ad oriente l'umiliazione subita in Crimea e poi a Berlino, una strada che l'avrebbe poi condotto allo scontro con il Giappone ed alla sconfitta,e quindi alla prima, grande scossa rivoluzionaria.
La vittoria giapponese coinciderà con la prima sconfitta di un popolo bianco da parte di una "razza inferiore" , che fecero presa sull'intera Asia che ben presto vide sorgere sotto la spinta nazionalistica, numerosi movimenti, come i Giovani Turchi.
Questi costituirono un movimento, ispirato alla Giovine Italia, allo scopo di trasformare l'impero in una monarchia costituzionale, con un esercito modernamente addestrato ed equipaggiato. Essi raccoglievano l'eredità dei Giovani Ottomani.
Ma la vittoria giapponese non scosse solo l'Asia o quello che sarebbe diventato il "terzo mondo": la sua ripercussione più violenta ed immediata fu infatti la rivoluzione russa del 1905 che appare, da più di un punto di vista, come lo scoppio ritardato ad est di quella primavera dei popoli che aveva percorso l'Europa centro-orientale nel 1848. La rivoluzione diede inoltre nuovo slancio ai movimenti nazionali dei popoli dell'impero.
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