Dal Giolittismo Alla Fine Della Prima Guerra Mondiale - Appunti di Storia Contemporanea gratis Studenti.it
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Il giolittismo in Italia, dibattito tra interventisti e neutralisti e l'entrata in guerra, svolgimento del primo conflitto mondiale, le cause e le conseguenze, la pace punitiva alla Germania e la nascita di nuove nazioni (6 pagine formato doc)

VOTO: stellastellastellastellastella Appunto inviato da annagori89

GIOLITTISMO

Nel 1901 è Ministro degli Interni al fianco del primo ministro Zanardelli; nel 1903 è lui stesso primo ministro;
si dimette nel 1905 a causa delle discussioni seguenti la statizzazione delle ferrovie. Ritorna nel 1906 al suo posto dopo un governo brevissimo di Fortis e un altro altrettanto breve di Sonnino. Si dimette nuovamente nel 1909 e ritorna alla sua posizione nel 1911. Rimane sino al

DITTATURA DI GIOLITTI: una dittatura parlamentare i cui tratti caratteristici furono il sostegno costante alle forze più moderne della società italiana (la borghesia industriale e il proletariato organizzato), il tentativo di condurre nell'orbita del sistema liberale gruppi e movimenti che fino a poco prima erano considerati nemici delle istituzioni, la tendenza ad allargare l'intervento dello Stato per correggere gli squilibri sociali. + controllo delle Camere, elemento fondamentale, tanto da permettergli di abbandonare la guida del governo per riprenderla nel momento più opportuno.

Nemici e critici del giolittismo:


Per i socialisti rivoluzionari e per i cattolici democratici era colpevole di far opera di corruzione all'interno dei movimenti per cooptarne le componenti nel suo sistema trasformista.

Per i liberal-conservatori Giolitti attentava alle tradizioni risorgimentali, venendo a patto con i nemici delle istituzioni

Per i meridionalisti
come Salvemini rappresentava il malcostume della politica nel Sud (ministro della malavita) e criticavano la politica economica.

Questi influenzarono grandi settori dell'opinione pubblica; sintomi più evidenti si manifestano con la guerra in Libia:

Terminato il conflitto con la Francia per la Tunisia, i due paesi si accordarono nel 1898 in modo che l'Italia otteneva il riconoscimento dei suoi diritti di priorità sulla Libia, lasciando in cambio mano libera alla Francia sul Marocco.

Il punto di vista di Corradini: perché innanzitutto i lavoratori italiani devono esser costretti a emigrare in cerca di una occupazione nei paesi più ricchi anziché lavorare per la grandezza nazionale? Corradini parla di nazioni capitalistiche e nazioni proletarie (ossia dotate di popolazione in eccedenza rispetto alle risorse economiche). Continua »

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