Storia del viaggio e del turismo: riassunto

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Storia del viaggio e del turismo: riassunto sull'evoluzione del viaggio, dall'antichità ad oggi. Turismo aristocratico e di massa, il viaggio come status symbol (21 pagine formato doc)

STORIA DEL VIAGGIO E DEL TURISMO: RIASSUNTO

Storia del viaggio e del turismo. Si può iniziare a parlare di viaggio con la formazione dei primi agglomerati. Il viaggio dunque nasce dall’esigenza di comunicare tra un centro e l’altro. A spostarsi sono per lo più i commercianti. I primi agglomerati ebbero luogo in Mesopotamia e in Egitto. Sono entrambe zone attraversate da fiumi, i quali hanno favorito gli spostamenti: soprattutto il Nilo ma anche il Mar Rosso (con le sue acque calme). Il Nilo inoltre era molto adatto agli spostamenti perché permetteva di essere percorso nei due sensi: lo si poteva infatti risalire facilmente grazie ai venti che soffiano prevalentemente da Nord mentre al ritorno ci si faceva trasportare dalla corrente. Ciò non poteva avvenire nel caso del Tigri e dell’Eufrate. Una fonte autorevole, intorno al 450 a.C., è rappresentata da Erodoto, il quale descrive l’Egitto dopo le esondazioni del Nilo: dice che le città si trasformano in isole e tutti sono costretti a spostarsi con le barche.

Storia del turismo: riassunto


BREVE STORIA DEL TURISMO

Sempre Erodoto afferma che i mercanti del tempo risalivano il Nilo fino alle grandi città per mezzo di zattere sulle quali si trovavano otri, muli o asini. Una volta arrivati nelle grandi città, vendevano tutto ciò che avevano, legno della barca compreso, e ripartivano con il mulo e l’asino. Chi si spostava via terra lo faceva in genere a piedi o appunto con il mulo o l’asino. Per secoli andò molto di moda l’uso del giogo, anche applicando ai cavalli che però lo pativano particolarmente. Laddove invece si era impossibilitati a costruire strade, si usavano cammelli e dromedari. Il cammello (due gobbe) è originario dell’Asia e particolarmente adatto per l’ambiente desertico, mentre il dromedario (una gobba) è originario dell’Arabia. Ebbe molta più diffusione il cammello. In alcuni documenti che ci sono giunti, si possono riscontrare chiari riferimenti alla velocità sulle strade.

Turismo: definizione e tipologie


LA STORIA DEL TURISMO RIASSUNTO

E’ un certo Schulgi, Re di Ur, che ce ne parla: egli si definisce come un vero e proprio ideatore delle strade. Nell’Inno a Schulgi afferma di aver percorso ben 160 km in un solo giorno, nonostante si fosse imbattuto in una forte grandinata. Evidentemente è un’esagerazione, ma è capibile essendo un inno. Si sa anche, sempre in merito a distanze percorse, che Hammurabi diede il compito ad alcuni suoi funzionari di percorrere 190 km in due giorni. Qui il dato sembra essere senz’altro più credibile. Ovviamente si trattava di strade non pavimentate. Le strade erano più frequenti in pianura, in Grecia ad esempio ce n’erano poche visto le difficoltà causate dal territorio impervio mentre a Creta ne venne costruita una pavimentata. Al carro succedette il cocchio, un carro leggero a due ruote, usato prevalentemente per la caccia e la guerra. Gli eroi, come i protagonisti Omerici, combattono dal cocchio.